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Nuove prospettive per il mercato del real estate alberghiero: ecco le opportunità per la Puglia

Al Buy Puglia 2017 Investment & Education confronto tra operatori turistici, sistema bancario e investitori

Pubblicato in Turismo il 02/11/2017 da Redazione

L’innovazione, la sostenibilità ambientale, l’internazionalizzazione e l’aggregazione sono le nuove leve che fanno muovere il mercato mondiale del real estate turistico/alberghiero. A questo bisogna aggiungere un “buon gestore” che sia in grado di guidare una dinamica azienda alberghiera, separando le implicazioni inerenti la proprietà dell’immobile, concentrandosi sulla capacità della struttura di performare i migliori tassi di riempimento e di generare redditività.
A Bari nei giorni scorsi, si è tenuto il Buy Puglia 2017 Investment & Education, una giornata interamente dedicata al mondo dell’hospitality alberghiero, organizzata dall’agenzia regionale del turismo Pugliapromozione,  in collaborazione con Tourism Investment, Pkf hotelexperts e Federalberghi Puglia.
In un proficuo confronto tra operatori dell’accoglienza, sistema bancario, investitori locali e internazionali e istituzioni, si sono intrecciate le tematiche della real estate industry  con quelle del turismo. Sono state, così, sviscerate le opportunità, le sfide e l’evoluzione del mercato alberghiero italiano e pugliese in particolare, in termini di investimenti e prospettive del comparto.

«La favorevole congiuntura turistica italiana e pugliese – ha fatto rilevare Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia - non è solo merito nostro naturalmente. Ricordiamo che oggi ci sono 18 milioni di turisti orfani delle mete del Nord Africa, che abbiamo il dovere di intercettare. Dobbiamo farlo senza rinnegare il modello italiano di ospitalità coniugato nei territori, spesso caratterizzato da un “senso di tradizione familiare” che oggi diventa un valore aggiunto rispetto alla domanda di esperienzialità che viene dal mercato. Noi albergatori dobbiamo spogliarci del vecchio abito di proprietari immobiliari per diventare soprattutto gestori di aziende turistico-ricettive. Suggeriamo, però, al mondo degli investitori di non prendere in considerazione solo i mastodontici trophy asset del turismo di stampo americano ma di mettere a fuoco anche nuovi modelli più a dimensione umana ma altrettanto profittevoli. Ricordo in Puglia il distretto della Valle d’Itria, ormai leader mondiale del turismo esperienziale e del wedding in particolare».

Alessandro Belli (Cassa Depositi e Prestiti) ha presentato il Fondo Investimenti Turismo della Cassa, dotato di 250 milioni di euro, con la concreta possibilità di arrivare a circa 1 miliardo di euro, uno strumento che mira a operare favorendo la separazione tra proprietà immobiliare e gestione alberghiera, tramite operazioni di buy and lease back che permettono di alleggerire le imprese del peso degli immobili e liberare nuove risorse da investire in ulteriori attività di business. «Noi contribuiamo alla crescita del mercato turistico valorizzando immobili a fini ricettivi, promuovendo lo sviluppo delle imprese alberghiere, ma anche affiancando gli enti pubblici nello sviluppo delle infrastrutture e nell’attivazione di fondi europei. Il Gruppo, inoltre, è un soggetto attivo per la crescita del settore immobiliare attraverso interventi volti alla urban transformation, alla rigenerazione dei territori e nella riqualificazione del patrimonio pubblico».

Stefano Melazzini, responsabile Settori Economici di Mediocredito Italiano, ha ricordato che ormai le valutazioni nel settore turistico non sono più quantitative ma qualitative. «Avere l’immobile a garanzia del prestito – ha affermato Melazzini - non è più così rilevante perché se la location non è interessante poi, comunque, la banca non riesce a venderlo. Oggi dunque, in un contesto in cui il settore si fa sempre più complesso, le valutazioni sono  reddituali e guardano alla capacità della struttura di essere  “riempita”  e di generare redditività. Non mi sento di dare particolari suggerimenti agli operatori pugliesi che ben sanno interpretare il valore del turismo, ma posso dire che l’imprenditore ha bisogno del confronto. Oggi noi poniamo grande attenzione alle idee progettuali che siano guidate da quattro elementi fondamentali che sono l’innovazione, la sostenibilità ambientale, l’internazionalizzazione e l’aggregazione».
«Il gestore non deve essere visto come un’ingerenza, ma come qualcuno che garantisce standard e formazione – ha precisato Giovanna Manzi, ceo di Best Western Italia - Agli albergatori che intendono “farsi notare” dai vari Fondi suggeriamo di essere completamente trasparenti nei loro numeri e di uscire dalla dinamica del non dichiarare. E ricordo che le “catene” fanno crescere i loro aderenti rendendo le loro aziende più profittevoli e, soprattutto, in sintonia quotidiana con le esigenze del mercato». 



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