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Politiche per l’innovazione, terza missione e sviluppo del territorio

A confronto Stati generali dell’innovazione e Università degli studi Aldo Moro di Bari

Pubblicato in Sviluppo il 28/01/2015 da Redazione
Investire sulla cultura digitale per cambiare il tessuto produttivo della regione. Puntare sulla creatività dei giovani per mettere in campo filiere economiche nuove. E promuovere un’alleanza fra pubblica amministrazione, cittadini e imprese per costruire in maniera condivisa e partecipata il futuro della Puglia. Era gremita la sala durante il convegno “Politiche per l’innovazione, terza missione e sviluppo del territorio” che “Stati Generali dell’Innovazione” e Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari hanno organizzato nel capoluogo pugliese il 19 gennaio. Un pomeriggio di confronto intorno al reale significato dell’innovazione, intesa non soltanto come sviluppo tecnologico ma come processo sociale che valorizzi le risorse del territorio, al quale hanno preso parte molti giovani che hanno contributo dalla platea a ripensare il modello economico della Puglia nel contesto delle trasformazioni globali.
Ad introdurre il convegno, compreso fra le celebrazioni per i novant’anni dell’ateneo, è stato Giuseppe Pirlo (docente di informatica e referente per Agenda Digitale e Smart City) che ha sottolineato come «l’Università possa diventare un punto di riferimento per i tanti innovatori della Puglia, un luogo d’incontro e di confronto per raccogliere energie e definire un nuovo scenario di sviluppo per la regione». In piena sintonia Flavia Marzano, presidente di Stati Generali dell'Innovazione, che da Bari ha lanciato un appello agli interlocutori presenti perché guardino alle competenze digitali come condizione di base per modernizzare il tessuto produttivo: «Grazie alla partecipazione attiva di tutti gli stakeholder del territorio sono emerse dal convegno molte proposte concrete che si potranno attuare fin da subito: questo è il nostro significato di innovazione, dire e fare!»
Loredana Capone, assessore allo Sviluppo economico, dal canto suo ha aggiunto: «Gli Open data – ha detto – rappresentano un mezzo di condivisione ma c'è bisogno di nuove competenze per poterne fruire a vantaggio dello sviluppo. L'innovazione non toglie occupazione ma la produce, le nuove competenze devono essere formate e accompagnate in azienda a supporto di un’imprenditoria che vuole orientare la propria cultura verso lo sviluppo vero, quello culturale». Un invito raccolto dal Magnifico Rettore, Antonio Uricchio, che ha spiegato come l’Università di Bari guardi con grande attenzione alla cosiddetta “terza missione”, vale a dire quella legata allo sviluppo sociale e del territorio, facendola diventare sempre più importante nell’ambito delle finalità accademiche. Al convegno erano presenti amministratori come Marco Lacarra (Comune di Bari), Alessandro Delli Noci (Assessore Comune di Lecce), rappresentanti del mondo imprenditoriale fra cui Leonardo Pellicani (Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato Puglia), Mariella Pappalepore (Presidente della sezione Terziario Innovativo e Comunicazione di Confindustria Bari e Bat) e Massimo Dell'Erba (Presidente Laserinn), dirigenti di enti locali e istituzioni come Annibale D’Elia (Dirigente Regione Puglia), Giovanni Di Monde (Direttore INPS Regione Puglia). Mentre Giuseppe Iacono (Presidente dell’Istituto Italiano degli Open Data) e Vincenzo Patruno (ISTAT) hanno introdotto gli open talk sull’innovazione nella piccola e media impresa e il passaggio giovanile alla dimensione imprenditoriale animati da Giovanni Semeraro (UniBa), Milly Tucci (Istituto Piepoli), Massimo Zotti (SGI-Planetek) e Morena Ragone (giurista).
Ad emergere da più parti è stata soprattutto la richiesta che la politica si riappropri del suo compito di programmazione, sempre di concerto con le istanze del territorio, uscendo dalla gestione dell’emergenza e producendo visioni di lungo termine. A questo proposito è intervenuto Michele Emiliano, assessore al comune di San Severo e candidato alla presidenza della Regione Puglia: «Il prossimo presidente della Regione avrà un compito difficile, ci sono problematiche importanti da affrontare, a partire dalla disoccupazione. L’innovazione è un’opportunità dalla quale non si può prescindere per andare oltre questo momento di criticità. Ma per coglierla a pieno c’è bisogno di dialogare con il territorio. Occorre condividere le idee per fare buona politica, la partecipazione dei cittadini rappresenta il valore aggiunto su cui puntare».
Un confronto destinato a proseguire, visto che l’evento ha celebrato la nascita di “Stati generali dell’innovazione-Puglia”, l’articolazione regionale dell’associazione che promuove i processi di modernizzazione, per dare continuità ad un progetto che guarda alla partecipazione civica, alla riduzione del digital divide, al rinnovamento dello Stato attraverso l’open government.

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