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Lecce, quattordici studenti dicono 'Ma Basta': nasce il primo Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolesenti

'Gli ultimi casi ci stanno spingendo ad accelerare i tempi - raccontano gli studenti del liceo Galilei Costa - vorremmo far arrivare la nostra voce ai ragazzi di Pordenone, Nuoro e Galatone'

Pubblicato in Sviluppo il 22/02/2016 da Redazione

La recente triste storia della 13enne di Pordenone, la quale ha tentato il suicidio per via del bullismo subito a scuola, è stata la goccia decisiva che ha spinto le studentesse e gli studenti della classe 1°A dell'Istituto "Galilei-Costa" di Lecce a darsi da fare e ad impegnarsi in prima persona per almeno tentare di contrastare questo pessimo e assurdo fenomeno. Hanno infatti dato vita nei giorni scorsi ad un nuovo progetto con un nome che la dice lunga "MABASTA!" il quale, oltre ad essere un'esplicita esclamazione, è anche un acronimo che sta per "Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti".

 

Nella lotta al bullismo, MaBasta è probabilmente il primo movimento che nasce dal basso, dai ragazzi stessi, giovani studenti di appena 14/15 anni.

 

Hanno le idee molto chiare, vogliono creare una sorta di associazione informale di tutti quegli adolescenti italiani (la stragrande maggioranza) che, come loro, non accettano e non sopportano le azioni da "bulle" e da "bulli". Si impegneranno con creatività e determinazione e utilizzeranno ogni possibile mezzo di comunicazione e di divulgazione per far sentire la loro voce, soprattutto il web ed i social network. Hanno creato un logo e aperto una pagina su Facebook, stanno lavorando alla realizzazione e pubblicazione di un sito internet autoprodotto e hanno lanciato una prima campagna fatta di piccoli video-spot e fotografie realizzati in proprio, in cui ci mettono la faccia nel dire "Ma basta!".

 

«L'idea ci è venuta – raccontano i ragazzi – quando abbiamo parlato in classe del caso della ragazza di Pordenone che ha tentato di farla finita perché non ce la faceva più a sopportare le azioni di bullismo da parte dei compagni. Siccome i prof ci dicono sempre che è molto meglio "fare" qualcosa anziché semplicemente parlarne, allora ci siamo chiesti cosa potevamo fare di concreto per almeno tentare di frenare questo bruttissimo fenomeno. Ci è venuto in mente di creare una specie di associazione di giovani e giovanissimi che, come noi, vogliono fermare il bullismo, per dimostrare alle bulle e ai bulli che quelli contrari sono molto più numerosi. Vogliamo creare un sito internet che possa dare una mano sia ai "bullati", spingendoli a tirare fuori le loro storie, che ai "bulli" veri e propri perché, secondo noi, forse sono proprio loro che ne hanno più bisogno. Gli ultimi casi di Nuoro e di Galatone non hanno fatto altro che spingerci ad accelerare i tempi, abbiamo già creato una pagina Facebook e abbiamo iniziato a pubblicare alcuni video che speriamo diventino virali. Ovviamente vorremmo tanto che le ragazze ed i ragazzi di Pordenone, Nuoro e Galatone (insieme a tutti i loro compagni e amici) diventino dei nostri. Chiediamo il sostegno e la collaborazione di tutti i ragazzi in Italia, dalle elementari alle superiori, vogliamo diventare tantissimi così da avere una voce più forte.»

 

I ragazzi stanno chiedendo anche partnership ad associazioni, organizzazioni e media che si occupano sia specificatamente di bullismo che, in generale, di scuola e istruzione. Tra questi ultimi, hanno già avuto l'immediato sostegno da quattro importanti siti che si occupano di education: Your Edu Action, OrizzonteScuola, Aetnanet e MasterProf.

 



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