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Le piattaforme per investire online: come sceglierle

Le piattaforme per fare trading online sono tante. È difficile indicare la migliore, fermo restando il parametro della regolamentazione. Da quello non si può prescindere.

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro Lifestyle il 24/10/2016 da Teresa Salerno

Chi investe utilizzando il web, e quindi chi ha deciso di rivolgersi alle potenzialità del trading online sempre più praticato anche in Italia, si scontra quasi quotidianamente con un aspetto non da poco che va anzi a influire decisamente sull’esito finale dell’operazione.  La scelta del broker da utilizzare.
Per fare trading online è infatti indispensabile la presenza di un intermediario virtuale che metta a disposizione il proprio spazio web per consentire all’utente di accedere al mercato: questi soggetti, che oggi governano il ricco mondo del trading online, sono le
piattaforme per investire online, anche note come broker online.
Affidarsi ad una di queste piattaforme vuol dire nel concreto avere a disposizione un ambiente virtuale nel quale registrarsi e tramite il quale riuscire ad accedere ai mercati principali. Da quello delle materie prime o delle valute passando anche per il mercato azionario, dato che oggi si può investire online anche nella Borsa.
È quindi andato a mutare il mezzo utilizzato (in questo caso la rete anziché un intermediario fisico) per raggiungere uno scopo: investire su un determinato prodotto.
Detto della necessità di affidarsi a intermediari virtuali, quello che conta è la scelta di questi; riuscire a trovare un soggetto professionale è il primo passo verso il potenziale successo. E qui professionalità fa rima con sicurezza.
L’aspetto da valutare prima di ogni altro è infatti quello relativo alla regolamentazione della piattaforma; che per operare deve avere regolare autorizzazione rilasciata da un’autorità competente del paese dove il broker risiede. In Italia ci pensa la Consob a svolgere questo ruolo: ogni nazione ha la sua Consob, un organo equivalente che può rilasciare o meno autorizzazioni agli intermediari finanziari per operare sui mercati.
Limitandoci anche solo al mercato italiano, le piattaforme per fare trading online sono realmente tante. È difficile indicarne una migliore di un’altra, fermo restando il parametro di cui sopra della regolamentazione. Da quello non si può prescindere.
Si possono poi valute i costi del broker: si parla quindi di commissioni dato che le piattaforme di intermediazione sono quasi sempre gratuite, nel senso che non prevedono commissioni di utilizzo e non vanno quindi a gravare sul conto del trader, se non in riferimento ad eventuali guadagni. 
Ovviamente un altro spunto per la scelta è dato dalla tipologia di asset sul quale investire: ogni broker ha una propria offerta. C’è chi è specializzato su uno strumento (il forex ad esempio, ovvero le monete estere; o i Cfd, prodotti finanziari derivati)e chi su un altro. Di conseguenza per scegliere la piattaforma si deve prima partire da quello che si vuole ottenere. Da cosa si sta cercando.
Consigliabile poi, soprattutto se si è trader alle prima armi, optare per una piattaforma italiana, quindi maggiormente comprensibile dal punto di vita della lingua; e che offra la possibilità di iniziare a ‘tradare’ con un conto demo, quindi con soldi non reali. Un modo di allenarsi e prendere la mano con lo strumento fin quando non ci si senta abbastanza rodati per iniziare a investire soldi reali. 



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