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Concorso di idee per la riqualificazione ex manifattura tabacchi: vince il progetto 'Non+Fumo'

Il sindaco Decaro:'Questo è un luogo che parla di libertà e futuro'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 15/07/2016 da Redazione

Si è tenuta questa mattina, presso il centro polifunzionale dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, la premiazione del concept vincitore del concorso di idee “Mani futura”, indetto da Invimit e dal Comune di Bari in vista della riqualificazione dell’ex Manifattura dei Tabacchi. Il concorso poneva ai partecipanti l’obiettivo di realizzare una proposta progettuale, “Concept architettonico”, funzionale ed economica per la riqualificazione dell’edificio storico nel cuore del quartiere Libertà di Bari, capace di connettere le due porzioni del complesso storico: la futura sede del CNR e gli spazi gestiti dal Comune di Bari. Lo scorso gennaio, infatti, è stato presentato l’accordo tra Invimit, Università e CNR, che ha sancito che la porzione di immobile di proprietà dell’Università, acquisito da Invimit, ospitasse la sede unica del CNR a Bari, con sei istituti di ricerca e la presenza di circa 650 ricercatori. Questa operazione ha incrociato gli obiettivi dell’amministrazione comunale che già da tempo ha annunciato di voler portare avanti un’operazione di rigenerazione urbana e sociale del quartiere Libertà, di cui la ex Manifattura Tabacchi rappresentata il cuore e il simbolo più importante. L’amministrazione comunale ha già avviato interventi su questo fronte con l’apertura del job center Porta Futuro 1 e la progettazione di Porta Futuro 2, finanziato dalla Regione Puglia con 4,5 mln di euro. Pertanto, Invimit e Comune di Bari stanno lavorando affinché la riqualificazione dell’intero immobile avvenga secondo un intervento coordinato e sinergico tra le varie parti e funzioni.  

“Oggi esistono tanti luoghi o contesti che sono al centro delle nostre città ma che sono periferie sociali - spiega il sindaco di Bari Antonio Decaro -. Il quartiere Libertà è una periferia urbana e sociale a pochi passi dal centro murattiano, è quel posto dove possono vivere sei persone in un sottoscala, dove è stato ucciso Florian Mesuti perché cercava di sedare una lite tra ragazzini, ma è anche un luogo dove scelgono di vivere le giovani famiglie, il quartiere con il più alto tasso di natalità e la presenza maggiore di popolazione immigrata, che rappresenta per questo Paese una risorsa. Questi sono gli elementi che ci hanno convinto sin da subito che avremmo dovuto concentrare tutti i nostri sforzi e le nostre risorse per dare un futuro a quel quartiere e ai cittadini che ci vivono. Di qui il nostro entusiasmo rispetto all’accordo siglato con CNR e con Invimit per dislocare nella manifattura il centro di ricerca, una struttura di eccellenza in cui si riverseranno intelligenze da tutta l'area metropolitana, e quindi l’idea di chiedere ai professionisti di tutta Europa di esprimere le loro migliori proposte per aiutarci a costruire il futuro di questo enorme vuoto urbanistico al centro della città. Ci è piaciuto da subito anche il nome del concorso, Mani Futura, perché parla di futuro e di come lo si può costruire con il lavoro e la fattività delle mani".

 Il concorso si è svolto in due fasi: la prima, attraverso una commissione interna ad Invimit, ha selezionato i concorrenti sulla base dei requisiti di partecipazione esplicitati nel bando (requisiti di ordine generale, abilitazioni, esperienze pregresse); la seconda, presieduta da una giuria composta da 5 membri, appartenenti all’Università, al Comune di Bari, alla Regione Puglia, al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e al Cnr, ha selezionato il vincitore sulla base di criteri qualitativi ed economici. Il contest, rivolto a giovani ingegneri e architetti, è stato vinto dal concept “NON + FUMO” che si è aggiudicato un premio di 10.000 euro.

 La Giuria nella valutazione tecnica ha voluto premiare in primo luogo la fattibilità del progetto rispetto agli obiettivi del bando, sia dal punto di vista urbanistico e di relazione con il quartiere sia di conservazione e di rifunzionalizzazione del contesto.

Il progetto vincitore, accattivante per lo spirito rivolto alla concretezza realizzativa già nel motto “Non + fumo”, persegue con chiarezza e compiutezza l’obiettivo principale del concorso, ponendo equilibrata attenzione sia agli aspetti urbanistici e di mobilità che funzionali e di servizio per il quartiere di cui l’edificio è “matrice” fondamentale.

Particolare apprezzamento è stato condiviso dalla Giuria, per l’analisi urbanistica e il rapporto da instaurare di fatto con la città e con il quartiere Libertà, tanto attraverso un’approfondita proposta di riuso del complesso architettonico secondo le esigenze del Cnr, quanto mediante un dettagliato studio delle caratteristiche distributive degli spazi e delle necessarie misure di attualizzazione tecnologica nel pieno rispetto dei caratteri del complesso. Molto apprezzabili le soluzioni tecnologiche impiantistiche e strutturali per l’approccio innovativo volto alla sostenibilità energetica, ambientale ed economica.