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Manduria, modifica della giunta regionale: 'Il depuratore non scaricherà in mare'

Utilizzerà un sistema integrato di riutilizzo agricolo e ambientale dei reflui trattati

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 14/07/2017 da Redazione

La Giunta regionale ha disposto la modifica del recapito finale dell’impianto di depurazione consortile di Sava- Manduria come previsto dal vigente Piano di Tutela delle Acque, modificandolo da “mare, mediante condotta sottomarina” a “suolo (trincee disperdenti, in solco naturale), più riuso”, con il cambiamento dei limiti tabellari dello scarico finale da “tabella 1” a “tabella 4 + riuso”.

Il depuratore  quindi utilizzerà un sistema integrato di riutilizzo agricolo e ambientale dei reflui trattati, che saranno in “tabella 4”, attraverso la costruzione di condotte dall’impianto alla rete irrigua del consorzio dell’Arneo e con due diversi bacini di accumulo delle acque trattate, da attivare in successione tra loro, con il complementare scarico del troppo pieno sul suolo e lo scarico di servizio/soccorso in solco naturale.

“Risolviamo così l’annosa questione dello scarico del depuratore di Sava-Manduria, non costruendo la condotta in mare e procedendo al riuso delle acque per usi agricoli e civili – spiega il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – evitando sprechi e possibili inquinamenti e dando una mano a ridurre il prelievo dai pozzi e la salinizzazione della falda in un periodo storico in cui la desertificazione è il vero pericolo da affrontare anche alle nostre latitudini”.



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