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Giovanissima CLabber dell'Università del Salento premiata alla Borsa della Ricerca a Salerno

Un laboratorio diffuso di contaminazione inteso come luogo fisico e virtuale di allenamento continuo, una vera e propria palestra tecnologica per l’imprenditorialità

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 14/06/2018 da Redazione

Fare impresa al Sud è possibile. Sfruttando sinergie tra mondo accademico e mondo delle imprese, delle professioni e del lavoro, si può imparare già durante gli studi universitari o addirittura a partire dalla scuola superiore. È la missione del “Contamination Lab - CLab@Salento - Il Laboratorio per creare e innovare”dell’Università del Salento, finanziato (assieme ad altri 15 progetti) dal MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) ed inserito in un network nazionale per condividere le pratiche di innovazione e sperimentazione attivate. Protagonisti principali del progetto sono gli studenti iscritti ai corsi di laurea, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione, neolaureati e studenti delle scuole secondarie superiori. Con loro, CLab@Salentoha attivato processi virtuosi di contaminazione al fine di sviluppare spirito d’iniziativa, creatività e cultura imprenditoriale, capacità di saper tradurre idee in azioni per realizzare progetti di innovazione in linea con le specificità dell’Università del Salento e del territorio (Smart technologies, Bio-economy, Industrie culturali creative). Un laboratorio diffuso di contaminazione inteso come luogo fisico e virtuale di allenamento continuo, una vera e propria palestra tecnologica per l’imprenditorialità, realizzata con l’uso di modelli di apprendimento innovativi a forte connotazione interdisciplinare.

 

Alla sua prima edizione, CLab@Salento sta già ottenendo consensi e successi. Durante i lavori della Borsa della Ricerca (evento organizzato dalla Fondazione Emblema), nella tre giorni salernitana (28-30 maggio 2018), il team Zen0, rappresentato da Anna Capodieci, ha ricevuto un premio speciale dagli organizzatori per un progetto volto alla valorizzazione del territorio e dell’offerta delle industrie culturali e creative. Particolarmente apprezzata è stata la capacità di iniziativa della referente, studentessa non ancora maggiorenne, presso il Liceo Classico Benedetto Marzolla (Brindisi). Per Anna Capodieci: “L’esperienza della Borsa della ricerca insieme al Contamination Lab (inserito nei miei percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro) sono stati un momento di crescita per me e per il gruppo Zen0. Il progetto che portiamo avanti è ora ricco di nuovi spunti su cui lavorare”.

Ottimi riscontri ha avuto anche il secondo progetto, “Wild-mistic”, presentato dai CLabber salentini e la spin off dell’Università del Salento Apphia srl che ha portato a casa il premio BdR Awards SellaLab.

 

“È un primo successo, ma la strada per accompagnare i partecipanti in questa sfida di innovazione ed autoimprenditorialità è ancora lunga e prevede ora l’avvio di una fase di interazione con potenziali partner e finanziatori”, dichiarano il prof. Giuseppe Maruccio e la prof.ssa Giusy Secundo, responsabili del progetto.

Le attività della prima edizione del Contamination Lab, continueranno ancora sino al 23 luglio, giorno in cui i sette team presenteranno ad una giuria di tecnici (banche, investitori, acceleratori, ecc.) le proprie idee sperando di trasformarle in realtà imprenditoriali. Il 23 luglio sarà anche l’occasione per gli studenti interessati alla prossima edizione, da avviare dopo l’estate, di potersi confrontare con scenari d’impresa, opportunità di finanziamento e di successo imprenditoriale e professionale.

 

“Contamination Lab è una delle attività con cui l’Ateneo salentino contribuisce ad assolvere al meglio alla cosiddetta “Terza Missione” dell’Università – commenta il Rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara. - Crea sinergie concrete ed opportunità di sviluppo territoriale attraverso un costante dialogo con imprese, organizzazioni, istituzioni affinché i nostri laureati possano migliorare la realtà in cui vivono. Missione evidentemente molto ambiziosa, soprattutto in Salento, ma che può divenire possibile se si compie un percorso che, supportato dalla tecnologia, sposti le idee dalla carta all’azione”.



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