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Bari, ecco i progetti per la costruzione di nuove scuole a Poggiofranco e al villaggio del lavoratore

Il progetto prevede anche la riqualificazione del plesso Rodari nel quartiere Japigia

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 12/07/2018 da Redazione

Il comune di Bari ha deciso di candidare al bando regionale per l'edilizia scolastica tre progetti su altrettante scuole cittadine nei quartieri Poggiofranco, Japigia e Villaggio del lavoratore.

Si tratta di due nuove costruzioni e della riqualificazione del plesso Rodari a Japigia, dove esistono forti criticità che ne limitano l'utilizzo da parte degli alunni e delle loro famiglie.

"Abbiamo scelto di candidare queste scuole - spiega l'assessora Paola Romano - perché rappresentano esigenze espresse dai quartieri e dai cittadini già da molti anni e al tempo stesso si tratta di investimenti importanti per il bilancio cittadino: la scuola del Villaggio del lavoratore, ad esempio, è attesa dalla popolazione del quartiere da oltre 20 anni e rappresenta una posta sul bilancio comunale di circa 2 milioni. Grazie alla partecipazione al bando regionale, quindi, stiamo provando a recuperare le risorse da impegnare in queste opere in modo da liberare fondi comunali per intervenire su altre scuole. Accanto a questi grandi investimenti, grazie agli accordi quadro appena aggiudicati, amplieremo la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutti gli altri edifici in modo da lavorare sulla sicurezza e sulla funzionalità dei luoghi dove i nostri bambini trascorrono la maggior parte del tempo. Quello sull'edilizia scolastica è il miglior investimento che possiamo fare sul futuro della nostra città".

 

·        Nuova scuola Anna Frank - Poggiofranco

Si tratta della costruzione di una nuova scuola, il cui progetto è stato redatto per poter realizzare l'edificio indifferentemente nel luogo in cui sorge la vecchia scuola oppure in un sito distante solo 70 metri. La scuola si svilupperà su tre piani: al piano terra troveranno posto 8 aule di scuola materna, la sala mensa, i servizi igienici, i depositi, gli spogliatoti, la palestra, lo spazio per le attività ricreative, l'aula insegnanti; al primo piano saranno allocate 10 aule di scuola elementare, i servizi igienici, i depositi e gli spogliatoi; il secondo piano ospiterà infine 8 aule di scuola elementare, i servizi igienici, i depositi e gli spogliatoi, i due laboratori e l'aula insegnanti.

Gli spazi esterni saranno caratterizzati dal verde: al livello della strada saranno piantumate siepi e piccole alberature sul perimetro dell'area, mentre al primo e al secondo piano è previsto uno spazio verde all'aperto protetto dove i bambini potranno svolgere attività ricreative. Su ampie zone esterne verrà utilizzata una pavimentazione di comfort elevato, realizzata con materiale plastico riciclato al 100%.

La volontà di aprire l'edificio anche in orari extrascolastici si è concretizzata nella progettazione di ambienti flessibili che possano accogliere attività differenti nell'arco della giornata e che possano essere modificati in funzione delle esigenze. Di qui la scelta di scaffalature mobili, tavoli dotati di rotelle o regolabili in altezza, pavimenti in gomma removibili utilizzabili durante le attività svolte con i bambini, arredi dinamici interattivi e di un'area giochi collocata all'esterno dell'edificio.

L'investimento previsto è di circa 6.500.000 euro.

 

Nuova scuola materna Falcone e Borsellino - Villaggio del lavoratore (quartiere attualmente sprovvisto di scuole d'infanzia).

Il nuovo edificio scolastico è destinato ad ospitare 3 sezioni di scuola per l'infanzia per un totale di 90 alunni. Il progetto si basa sulla necessità che l'edificio favorisca la didattica e l'apprendimento dei più piccoli attraverso l'esperienza diretta del mondo esterno, ovvero dei cambiamenti climatici, delle stagioni, della natura e delle trasformazioni e dei movimenti del mondo esterno alla scuola. Per tale ragione l'edificio ha assunto una forma circolare completamente trasparente e pertanto aperta all'esterno. Poiché il clima mite presente a Bari consente la possibilità di tenere le lezioni per lunga parte dell'anno all'aperto, si è voluto puntare a dotare la scuola di uno spazio esterno ma confinato,  nel quale gli alunni possano espletare le proprie attività in condizioni di sicurezza: l'edificio possiede quindi una corte interna, anch'essa di forma pressoché circolare, sulla quale si affacciano tutte le sezioni. La rilevante trasparenza delle partizioni verticale interne ed esterne moltiplica il potenziale didattico fornito dall'esperienza scolastica quotidiana e, allo stesso tempo, conferisce la necessità di una protezione dal soleggiamento eccessivo degli spazi interni. A questo proposito la soluzione della copertura prevede un assetto degli sbalzi tali da conferire massimo ombreggiamento durante le ore più calde dei mesi estivi e consente la permeabilità ai raggi solari nelle ore mattutine e pomeridiane o durante il periodo invernale. Gli spazi della hall per le attività libere e di mensa sono disposti in prossimità dell'ingresso principale dell'edificio. Ciò consente a tali spazi, data la loro potenziale flessibilità, di adempiere ad usi diversi da quelli strettamente scolastici, soprattutto nelle ore pomeridiane e nelle ore serali, quando non vi sono le attività didattiche. Data l'assoluta carenza di servizi pubblici di qualsiasi rango e dimensione, la realizzazione di un nuovo edificio pubblico diventa strategico per la comunità e deve supplire in parte all'assenza di luoghi destinati alla coesione sociale. In questa prospettiva l'edificio è perfettamente parzializzabile e utilizzabile per una sua parte consistente per usi anche diversi da quelli scolastici.

L'investimento previsto è di circa 2 milioni di euro.



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