Venerdì, 20 Ottobre 2017 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Agroalimentare, l'appello del segretario Sbarra (Fai Cisl): 'Serve un'alleanza tra sindacati, imprese e istituzioni'

Il rappresentante sindacale durante l'incontro a Bari: 'Vergognose le tabelle Inps relative alle retribuzioni dei contratti agricoli di prestazione occasionale'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 11/10/2017 da Redazione

I comparti agroalimentari e ambientali del futuro "si sviluppano a partire da una nuova, grande alleanza che impegni Sindacati, Imprese e Istituzioni a comportamenti coerenti su obiettivi condivisi che si chiamano qualità del lavoro, innovazione di prodotto e di processo, formazione, internazionalizzazione, produttività, competitività".

Lo ha detto Luigi Sbarra, Segretario generale della Fai Cisl, concludendo il suo intervento in occasione del convegno "L'agroalimentare del futuro", organizzato dalla Federazione agroindustiale-ambientale della Cisl che si è svolto a Bari alla presenza del Segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan e del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina, i cui lavori sono stati coordinati dal Segretario generale della Cisl Puglia, Daniela Fumarola. Sono intervenuti anche il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, e il Consigliere regionale, DonatoPentassuglia.

"Dobbiamo sviluppare nuovi luoghi in cui aziende e mondo del lavoro operino insieme, perseguendo obiettivi che leghino armoniosamente l'interesse di parte al bene comune - ha aggiunto Sbarra".

Sul fenomeno del caporalato ha sottolineato che "con la Legge 199 abbiamo conquistato un traguardo storico. Tuttavia, a un anno esatto dall'approvazione, qualcosa è andato indebolendosi nel percorso di attuazione". Il ritardo riguarda soprattutto "l'altra gamba della politica di contrasto: quella della prevenzione e del coinvolgimento sociale nelle strategie di contenimento del fenomeno". Le leve sociali "restano inattive, e si fatica ad aprire una stagione di efficace collaborazione sui territori tra istituzioni e parti sociali agricole". In particolare, denuncia Sbarra, "la Rete del lavoro di qualità non decolla, la Cabina di regia non trova ancora le sue necessarie declinazioni territoriali, il protocollo interministeriale 'Fuori dal Ghetto' stenta ancora a dare frutti in tante delle province". Serve "una svolta", questi strumenti "vanno attivati e implementati".

Riguardo "le tabelle Inps relative alle retribuzioni dei contratti agricoli di prestazione occasionale" il Segretario della Fai Cisl ha tuonato che "sono semplicemente vergognose. Perché discriminare i braccianti con paghe inferiori del 50 per cento rispetto agli altri settori? I riferimenti orari vanno alzati alla media dei contratti provinciali, altrimenti siamo in una zona di quasi-sfruttamento". "Che pudore ha – ha aggiunto il sindacalista – un Paese che si dice contro il caporalato e poi riconosce 6 euro l'ora a un bracciante? Ci vuole coerenza e riconoscere la giusta retribuzione a centinaia di migliaia di donne e uomini che svolgono un lavoro usurante su cui si poggia l'eccellenza e la ricchezza del nostro made in Italy". "Occorre riconoscere ai beneficiari dei contratti di lavoro occasionale in agricoltura retribuzioni confrontabili con quelle previste negli altri settori produttivi. Su questi temi la Fai Cisl chiede l'apertura di una fase di confronto responsabile con il sindacato", conclude Sbarra.



loading...