Domenica, 17 Dicembre 2017 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Agroalimentare, il ministro Martina: 'Puglia regione strategica. Sviluppare strumenti di prevenzione sul caporalato'

Il ministro delle politiche agricole a Bari per partecipare ad un convegno Fai Cisl: 'Sulla questione Xylella necessario lavorare fianco a fianco'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 11/10/2017 da Giuseppe Bellino

“La Puglia è una regione strategica a livello nazionale dal punto di vista agricolo e agroalimentare, siamo qui per riflettere sulle innovazioni necessarie da mettere in campo per la qualità del lavoro agricolo e dello sviluppo del settore”. Così Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, questa mattina a Bari per partecipare al convegno ‘L’agroalimentare del futuro’ organizzato dalla Fai Cisl per discutere dei temi dell’innovazione e qualità del lavoro nel settore agricolo.

“In questi anni abbiamo fatto dei passi in avanti – prosegue il ministro - gestendo dei problemi e delle emergenze non di poco conto. Credo che il modello di sviluppo italiano possa poggiare sempre più sul settore agricolo e agroalimentare e, nell’interesse del paese, stiamo spingendo il più possibile per favorire la nascita di nuove imprese e per sviluppare questo settore”.

Martina si è soffermato anche sul tema della Xylella Fastidiosa, il batterio che negli ultimi anni ha messo in ginocchio l’agricoltura pugliese: “Non c’è una impasse con l’Ue sul divieto di reimpianto – spiega il ministro - fortunatamente qualche settimana fa è stata presa una scelta che ci consentirà il reimpianto. È importante che l’Europa abbia compreso che sugli alberi secolari non malati ci sia un meccanismo di tutela. Credo che tutti noi dobbiamo essere sempre concentrati al massimo sulle attività di intervento emergenziale, queste attività adesso sono in capo alla regione Puglia. Siamo usciti dalla fase della gestione emergenziale nazionale e siamo entrati in quella della gestione ordinaria. Io sono per il lavoro fianco a fianco, quindi sia in Europa che in ambito territoriale dobbiamo aiutare la Puglia a gestire una vicenda molto problematica e dobbiamo farlo con la massima serietà, ciascuno per la propria quota di responsabilità. Noi ci siamo e continueremo ad esserci, bisogna lavorare insieme per un piano strategico che delinei la prospettiva futura del modello agricolo di queste terre”.

 

Sulla stessa linea anche Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl: “Questo momento non fa bene agli agricoltori pugliesi e al paese – aggiunge -, ci vuole un accordo e una maggiore coerenza. Il nostro rapporto con l’Europa deve essere caratterizzato da una determinazione forte a far valere il Made in Italy e la nostra qualità.  In questo momento servono un po’ di manovre a sostegno dell’innovazione e della ricerca delle imprese nel Sud del nostro paese. La decontribuzione che chiediamo deve essere al 100% per le imprese che assumono i giovani nel Mezzogiorno.  Il Sud ha bisogno di infrastrutture e legalità”.

Poco più di un anno fa il governo Renzi varò la legge di contrasto sul caporalato, uno dei fenomeni di illegalità più diffusi nelle campagne pugliesi: “Possiamo dire che abbiamo fatto passi in avanti soprattutto nell’azione di contrasto di questo fenomeno – prosegue Martina -. La Puglia è stata interessata da diverse attività ispettive da parte delle forze dell’ordine, adesso dobbiamo sviluppare gli strumenti di prevenzione di questo fenomeno. Abbiamo discusso con i sindacati della possibilità di implementare alcuni strumenti come la rete del lavoro agricolo o le attività di controllo del trasporto. Credo che questa sia stata una legge di dignità per l’intero settore agricolo”.

Sulla questione del caporalato si è espressa anche la segretaria generale Cisl:“L’agroalimentare è un settore fondamentale per la nostra economia. Anche in questi anni di crisi ha avuto punte di crescita. Ci vuole più innovazione, ricerca ma soprattutto tanta legalità. Questo settore in espansione e conosciuto nel mondo non può avere ancora situazioni inaccettabili in un paese civile come il fenomeno del caporalato. La legge va applicata sino in fondo ma ci vuole tanta prevenzione. Il rapporto tra le istituzioni e le parti sociali è un anello importante che tiene tutti uniti contro l’illegalità”. 



loading...