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Bari, sette frigoriferi solidali installati in città: serviranno per favorire il foodsharing e contrastare la povertà (VIDEO)

Fra 15 giorni le prime due installazioni nella parrocchia di San Sabino e a San Pio. Associazioni locali, cittadini e volontari si prenderanno cura del frigo

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 11/07/2017 da Alessandra Rizzi

Arriva a Bari il Frigo solidale una nuova iniziativa del welfare cittadino per far fronte al problema dello spreco di cibo ma soprattutto per offrire un ulteriore strumento per contrastare, o quantomeno ridurre, la povertà alimentare. Il progetto, ideato dall’Associazione Kenda onlus in collaborazione con l’APS Farina 080 onlus, Avanzi Popolo, Link-Sindacato studentesco, Zona Franka, The Hub e il Comune di Bari- Assessorato al Welfare e sostenuto da Fondazione Con il sud è stato presentato dall’Assessora al welfare Francesca Bottalico e dai referenti delle realtà coinvolte.

 

7 frigoriferi, con altrettante dispense, verranno collocati in diversi quartieri di Bari al fine di ridurre lo spreco di cibo, contrastare la povertà, favorire il foodsharing, promuovere l’integrazione culturale e creare momenti di condivisione. L’obiettivo è creare delle comunità solidali che condividano il cibo in eccesso, permettendo a chi ne avesse bisogno di usufruirne, e diventando anche occasione di incontro e convivialità.

“I frigo solidale- ha dichiarato l’assessora Bottalico- non sono solo un’idea ma innanzitutto sono dei luoghi fisici perché verranno installati dei veri e propri frigo in vari contesti della città e con la collaborazione di diverse realtà territoriali, assumendo quindi un significato simbolico e di riferimento per l’intera comunità a seconda di dove verrà installato. Sarà quindi presidio che rafforza le nostre politiche di contrasto alla povertà, ma anche luogo di ritrovo e di animazione su temi quali lo spreco di cibo e il food sharing. Per noi è importante sia creare dei presidi, sia parlare di cibo in questi termini, sia proporre stili di vita alternativi soprattutto in un periodo in cui la povertà alimentare è un tema particolarmente sentito”.

A seconda del luogo in cui verrà installato, associazioni locali, volontari, studenti universitari, liberi professionisti e migranti si prenderanno cura del frigo, occupandosi anche della pulizia e del controllo del cibo che viene introdotto, oltre che di creare intorno ad esso dei momenti di socialità e di animazione territoriale.

“Sono due gli scopi del frigo solidale”- ha commentato Saverio Fanfulla di Kenda onlus”- in quanto non solo si configura come elemento che contribuisce a contrastare lo spreco e la povertà visto che tutti coloro che ne hanno necessità possono prendere ciò che serve in quel particolare momento, ma diventa mezzo di unione e comunicazione tra le comunità, che spesso tra loro non si parlano, attraverso l’organizzazione di eventi e animazione territoriale. Penso ad esempio, alla possibilità di organizzare uno show cooking tra le donne africane e le donne baresi del quartiere Libertà”.

Il frigo solidale diventa quindi anche occasione e pretesto per promuovere azioni legate alla corretta alimentazione, al contrasto allo spreco di cibo e alla cultura della solidarietà e della condivisione attraverso l’organizzazione di laboratori per bambini, gare di cucina, seminari con nutrizionisti, momenti conviviali, percorsi interculturali con alcune comunità di migranti presenti nel territorio.

“L’idea del frigo solidale è nata in Brasile. I frigo sono in strada e nessuno si è mai permesso di vandalizzarli”- ha concluso Antonio Spera di Farina 080 e Avanzi Popolo-. “Il frigo solidale è un bene collettivo che appartiene all’intera comunità e come tale va tutelato da tutti. Un bene collettivo che si occupa di un problema collettivo quale lo spreco alimentare. Ma il frigo ci permette un ulteriore passaggio, perché supera la dimensione web delle piattaforme di foodsharing, e diventa un elemento fisico e reale di condivisione e sostegno.“

A seconda quindi del luogo in cui il frigo verrà collocato assumerà differente connotazione, passando dall’essere espressione di food sharing in comunità strutturate come ad esempio The Hub o l’Università, ad essere davvero un punto di riferimento contro la povertà e la necessità di cibo come nella parrocchia di San Sabino. Gli orari di utilizzo del frigo solidale saranno poi a discrezione del soggetto che lo ospita.

Tra 15 giorni verranno installati i primi due frigo nella parrocchia di San Sabino e nel CAF/CAP Orizzonti di San Pio. A partire da settembre il frigo solidale arriverà anche presso Impact Hub Bari, l’Università degli Studi, Zona Franka, la Casa delle Culture, la Scuola Open Source.

Per aggiornamenti e per conoscere tutte le iniziative che saranno realizzate intorno al frigo solidale si può consultare la pagina facebook di frigosolidale.



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