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Bat, riaperta la strada provinciale 1 tra Andria e Trani

L'assessore ai Trasporti, Antonio Nunziante: 'Occorre investire in sicurezza'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 10/08/2017 da Redazione

"Questa è un’opera fondamentale perché parliamo di sicurezza. E’ una strada molto importante di collegamento tra Andria e Trani, una strada che purtroppo ha raccontato negli ultimi trent’anni storie di dolore per le molte, moltissime giovani vite spezzate. Oggi finalmente proviamo a cambiare registro mettendo in sicurezza uno dei tratti di strada più pericolosi”.

Così il vicepresidente della Giunta regionale, nonché assessore ai Trasporti, Antonio Nunziante, intervenendo questa mattina, alla cerimonia di riapertura di un tratto della strada provinciale 1, che collega i capoluoghi di Andria e Trani, dopo i lavori di raddoppio e di adeguamento agli standard di sicurezza.

“Questa è stata un’opera molto complessa, anche per quanto riguarda i finanziamenti – ha aggiunto Nunziante – e qui vorrei ringraziare l’assessore Giannini che mi ha preceduto e che è riuscito a salvaguardare le risorse necessarie per questa opera e che altrimenti avrebbero preso altre direzioni. Il vostro impegno – ha continuato il vicepresidente - è stato molto supportato dalla volontà del presidente Emiliano che su questo tema, sul tema della sicurezza, come sapete, è estremamente sensibile. Questa è un’opera che salva vite umane”.

 

“Con la nuova delega ai Trasporti che mi hanno dato – ha concluso Nunziante - stiamo programmando, insieme ai sindaci e alla Provincia, di mettere al centro dell'attenzione la sicurezza della viabilità che ci porta anche allo sviluppo del territorio, ma soprattutto ci protegge la vita delle persone”.  

 

“Parliamo di un'opera fortemente voluta dal territorio, dai Comuni e dai cittadini di Andria e Trani, dagli operatori e dagli agricoltori più direttamente interessati, dalle Istituzioni, che la neonata Provincia di Barletta Andria Trani ha saputo realizzare – ha dichiarato il consigliere regionale Francesco Ventola -. Lo dovevamo, è triste ma doveroso ricordalo, alle tante vittime cadute su quel tracciato. E' stato frustrante doverlo fare ogni volta che, in ricordo di quelle perdite innocenti, formalismi e burocrazia moltiplicavano esponenzialmente le difficoltà (si pensi alle “semplici certificazioni” che, se scadute, impongono di ripartire da zero con ricadute negative sulla singola procedura, tra le tante che concorrono su tutto l'intervento). Per non parlare dei ricorsi amministrativi in sede di appalto e dei contrattempi che ovviamente si incontrano in lavori di tale complessità”.



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