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Bilancio partecipato a Taranto, l'associazione 'TuttaMialaCittà': 'Chi decide sul denaro delle tarantine e dei tarantini?'

La proposta dell’associazione riguarda un bilancio partecipato per ogni quartiere di Taranto dove ad essere protagonista è la popolazione tutta, senza intermediari

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 08/02/2018 da Redazione

Si è svolto martedì 6 febbraio presso la biblioteca comunale il terzo appuntamento promosso dalla commissione bilancio del Comune di Taranto sulla prima sperimentazione del bilancio partecipato nel capoluogo jonico. A presiedere i lavori Dante Capriulo e Carmen Galluzzo per il consiglio comunale, il direttore Affari Generali ed Istituzionali - Gabinetto Sindaco Dott. De Roma e alcuni tecnici dell'ente civico. Il parterre della serata era rivolto prevalentemente ad associazioni del territorio invitate direttamente dal Csv, oltre a realtà esterne accreditatesi ufficialmente con procedura pubblica come TuttaMiaLaCittà.

“Ascoltate le linee guida iniziali – spiega in una nota l’associazione TuttaMiaLaCittà -, a partire anche dal lavoro da noi svolto con la campagna #DecideLaCittà durante le elezioni amministrative 2017, siamo subito intervenuti per illustrare pubblicamente gli esempi dei bilanci partecipati del comune di Troia, del comune di Napoli e della città di New York: tutto materiale da noi approfondito e raccolto (e consegnato alla commissione) a cavallo del meeting internazionale "Fearless Cities", svolto a Barcellona a Giugno 2017, e al quale siamo intervenuti da Taranto assieme ad amministrazioni municipali ed organizzazioni da tutti i continenti, che provano a sperimentare nelle proprie città varie pratiche di democrazia radicale per allargare gli spazi di partecipazione e decisione della popolazione su ciò che riguarda i propri bisogni, come occasione per ribaltare i temi della crisi della rappresentanza, delle politiche della paura e della disaffezione alla politica”.

In tutte le best practies globali dei bilanci partecipati il metodo processuale è sempre lo stesso: l'amministrazione stanzia una cifra suddivisa per ogni quartiere, la popolazione viene informata, si promuovono delle assemblee di quartiere dove le persone si incontrano con dei facilitatori per elaborare delle proposte, le idee vengono raccolte e suddivise in aree tematiche, gli uffici tecnici ne valutano la fattibilità facendone una scrematura, si promuove una giornata finale di votazione cittadina nei seggi predisposti e in cui le proposte più vagliate vengono assunte dall'amministrazione.

La proposta dell’associazione riguarda un bilancio partecipato per ogni quartiere di Taranto dove ad essere protagonista è la popolazione tutta, senza intermediari, e dove ad emergere sono direttamente i bisogni di chi risiede nei luoghi.

“Con l'impostazione dell'amministrazione municipale tarantina si rischia invece di chiudersi nuovamente nel recinto della presunta rappresentanza – conclude la nota - ormai in crisi a tutti i livelli, escludendo di fatto la popolazione da un meccanismo partecipativo che riguarda direttamente (e anche banalmente) la gestione del proprio denaro per ciò che riguarda le proprie vite. Auspicando una correzione in corso nonostante i tempi brevi stabiliti, si rischia di perdere l'ennesima occasione”. 



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