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Caldo record, in Puglia centinaia di angurie distrutte: 'Prezzi troppo bassi, gli agricoltori non coprono i costi di produzione'

Coldiretti Puglia denuncia la situazione: 'Serve un impegno di filiera per salvare il frutteto pugliese che in 10 anni dal 2006 al 2016 si è ridotto del 15%'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 07/08/2017 da Redazione
Il caldo record spinge i consumi di frutta verdura al massimo del nuovo millennio con un balzo record del 9,6% nel 2017, ma nelle campagne pugliesi è crac per angurie, meloni gialli e pomodori, prodotti simbolo dell'estate che non trovano mercato. Lo denuncia Coldiretti Puglia. "Crollo verticale dei prezzi di vendita per effetto di distorsioni di filiera e speculazioni - aggiunge Coldiretti Puglia - per cui le aziende agricole non riescono neppure a coprire i costi di produzione". "In provincia di Lecce c'è stata una anticipazione della maturazione - dice il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - per cui le angurie sono state raccolte e vendute con 2 settimane di anticipo, i primi giorni a prezzi stabili, subito dopo le quotazioni sono crollate. Oggi a Brindisi e Taranto il mercato è al tracollo, con le angurie pagate in campagna a 5/6 centesimi al chilo e i meloni gialli che non superano i 10 centesimi. Agli agricoltori non conviene neppure raccogliere, tanto che stanno interrando il prodotto. Stessa sorte sta toccando al pomodoro piccolo a grappolo che non supera i 18 centesimi al chilogrammo, mentre il pomodoro da mensa ha toccato solo i 22 centesimi al chilo. I prezzi di vendita al dettaglio, invece, subiscono la solita decuplicazione a danno dei consumatori".

"Serve un impegno di filiera per salvare il frutteto pugliese che in 10 anni dal 2006 al 2016 si è ridotto del 15% -  denuncia il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - perdendo oltre 8mila ettari. Occorre aumentare i controlli sull'ortofrutta fresca di importazione, spesso etichettata e spacciata per pugliese ed estendere al più presto l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della frutta trasformata in conserve e succhi, per evitare che venga spacciata come Made in Italy quella importata dall'estero".



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