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Bari, giardino di via Brigata Regina intitolato a Rita Maierotti. Bucci (Cgil): 'Figura di riferimento per le battaglie dei diritti delle donne'

Questa mattina si è svolta la cerimonia con le studentesse del liceo statale Bianchi Dottula

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 06/03/2018 da Redazione

“Tramandare alle giovani generazioni la memoria di donne come Rita Maierotti è il miglior investimento che possiamo operare sul futuro della nostra comunità”. Così la segretaria generale della Cgil di Bari Gigia Bucci ha spiegato la scelta di commemorare in un’unica iniziativa la festa e il valore delle donne, la cultura, l’antifascismo e il pacifismo, insieme alle studentesse del liceo statale Bianchi Dottula che hanno partecipato alla intitolazione del giardino di via Brigata Regina a Bari dedicato alla maestra veneta trasferitasi nel capoluogo pugliese

“C’è stata nel corso del dopoguerra -  spiega Gigia Bucci - una storiografia negata, quella che non ha valorizzato appieno il ruolo delle donne nella Resistenza e nella lotta antifascista. Rita Maierotti è una figura di riferimento per la scelta di campo maturata già in giovane età, per le sue battaglie per i diritti delle donne e dei lavoratori, prima e dopo la pagina nera della dittatura, quando non mancò di schierarsi pagando a caro prezzo la militanza con la perdita del secondo marito. Ricordare Rita Maierotti nelle celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna, significa riconoscere alle donne un ruolo costituente per l’affermazione della democrazia in questo paese, coniugata assieme a una battaglia per l’emancipazione e la piena parità. Una prospettiva che forse inizia a maturare proprio contestando la figura di focolare della casa in cui relega la donna la cultura maschilista e patriarcale del fascismo, ma nemmeno facile da sconfiggere tra le fila della sinistra comunista e socialista. Una battaglia che inizia con la lotta di Resistenza dove le donne svolgono un ruolo fondamentale non solo di sostegno logistico ai partigiani, ma partecipando attivamente alla liberazione”.

“La donna è ancora oggi oggetto di una violenza maschilista – continua la segretaria generale della Cgil Bari -  che guarda alla compagna, moglie, fidanzata come una proprietà, un corpo da assoggettare, piegato al volere e gli interessi del maschio. I casi di stalking e purtroppo la strage – così va chiamata – di una donna uccisa ogni tre giorni – ci dicono di quanto lunga è la strada da percorrere per l’affermazione di una piena cultura della differenza di genere. Che deve necessariamente partire dai più piccoli, che va insegnata e sostenuta fin dalle scuole primarie. La violenza di genere, la violenza sulle donne – ci piace citare uno slogan della Cgil nazionale – è una sconfitta per tutti. Per costruire una nuova cultura servono modelli, leggi, educazione, protezione. Perché siamo stanchi di leggere cronache di femminicidi che scattano dopo anche ripetute denunce. Alle donne, alle ragazze soprattutto, diciamo sempre denunciate, sempre, qualsiasi violenza e sopruso”.

“Ecco perché è sempre importante e forse lo è ancor di più celebrare l’8 marzo, ricordare queste figure di donne che sono un riferimento, antesignane di lotte per i diritti, che si sono spese in prima persona e hanno pagato a caro prezzo il loro esporsi, il difendere i propri ideali. Le conquiste sociali, economiche e politiche non sono mai per sempre ma la Cgil sarà sempre un baluardo delle libertà democratiche, per il progresso civile e sociale, per la difesa dei diritti di chi lavora”.

 

La vita di Rita Maierotti

Nata a Castelfranco Veneto (Treviso) il 27 agosto 1876, maestra elementare, laica e libertaria, Rita Maierotti militò sin dall’età giovanile nel Psi. Pubblicò a puntate “Il romanzo di una maestra”, su "La difesa delle lavoratrici" dal 1 settembre 1913 al 6 giugno del 1915 con il titolo "Pagine di vita". Nell’ottobre del 1915 vinse un concorso per le scuole comunali di Bari e divenne segretaria dell’ufficio emigrazione. Due anni dopo nel 1917 partecipò con Gramsci e Bordiga a Firenze alla riunione della sinistra rivoluzionaria che nel ’21 darà vita al Partito Comunista d’Italia. Il 30 giugno 1918 sposò in seconde nozze Filippo D’Agostino, un ferroviere socialista di Gravina di Puglia, figura storica delle lotte operaie e dell’opposizione al fascismo. Nel 1921 assieme al marito rappresentò la Puglia al Congresso di Livorno in cui si decise la Fondazione del PCd’I e successivamente intervenne a Mosca al IV Congresso dell’Internazionale Comunista. Fu l’unica rappresentante femminile fra i promotori del Comitato “Alleanza del Lavoro” che nel 1922, con Di Vittorio e Piero Delfino Pesce, impedì allo squadrismo fascista di distruggere la Camera del Lavoro situata nel borgo antico di Bari. Dopo aver subito una feroce aggressione da parte dei fascisti che le devastarono la casa e in seguito al licenziamento da parte delle autorità comunali (era stata trattenuta per diversi giorni in carcere) fu costretta insieme al marito all’esilio, prima in Belgio e poi in Francia. Al rientro in Italia, nella seconda metà degli anni ’20, venne sottoposta ad uno stretto controllo da parte dell’Ovra, mentre Filippo D’Agostino fu condannato da parte del Tribunale Speciale, a diversi anni di carcere e confino. Nel corso della guerra, D'agostino, fu deportato in Germania e morì nel campo di concentramento di Mauthausen. Dopo il crollo del regime la Maierotti per un breve periodo ritornò a Bari, proveniente da Roma dove si era stabilita negli anni Trenta, impegnandosi, nonostante l’età avanzata, nella battaglia per la democrazia e la Repubblica nelle file comuniste. Fu una delle fondatrici dell’Udi (Unione Donne Italiane) e viene ricordata come la maestra che ha combattuto per il riconoscimento dei diritti delle lavoratrici. Morì a Treviso il 30 gennaio 1960.



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