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Cisl Puglia propone l'istituzione di una Agenzia regionale per la famiglia

La sigla sindacale: 'Sarebbe utile all’attuazione di politiche incentivanti lo sviluppo della famiglia'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 04/05/2018 da Redazione

È ormai tempo che i nuclei familiari siano riconosciuti come quel luogo necessario per lo sviluppo del territorio, sia dal punto di vista della ripresa economica, sia della produzione del capitale sociale. Dal secondo Tavolo dedicato alla denatalità, organizzato a Bari dal Forum delle associazioni familiari, la Cisl propone alla Regione Puglia l’istituzione di una Agenzia regionale per la Famiglia. Secondo la Cisl Puglia è necessaria una ridefinizione dell’assetto del welfare nella nostra Regione. Occorre che la politica riveda la propria concezione di famiglia, che va intesa non come rischio ma come risorsa, a partire dalla proposta di politiche con la famiglia e non sulla famiglia, promuovendola come soggetto sociale.

Occorre un Piano Triennale di interventi per la famiglia che riassuma e coordini la separatezza attuale degli interventi, riprogrammando e riprogettando, co - progettando con gli attori sociali e dell’associazionismo familiare le azioni necessarie, anche per evitare che le poche risorse disponibili non vengano spese bene o affatto, come purtroppo sta accadendo. Queste riflessioni portano la Cisl a considerare il Welfare cosiddetto “societario” come valida ipotesi per perseguire politiche familiari efficaci. Si può parlare di welfare societario, se riusciamo a prevedere un approccio plurale da parte di soggetti pubblici, privati, di reti familiari e informali, parti sociali e del terzo settore.

La Cisl lancia la proposta di una Agenzia Regionale per la famiglia, che potrebbe essere un chiaro esempio di attuazione dei welfare societario; un organismo snello, interno all’Amministrazione Regionale e trasversale agli Assessorati, con lo scopo di sviluppare una “società” di impostazione sussidiaria e città a misura di famiglia, che sostiene progetti di rete condivisi dai Comuni e dalla comunità intera, attraverso la partecipazione di famiglie, associazioni del terzo settore, parti sociali e mondo economico-imprenditoriale.

La particolarità dell’Agenzia starebbe nell’azione di governance che potrebbe esercitare con i vari soggetti del territorio ed essere definita come il crocevia di una rete di rapporti che hanno come orizzonte condiviso l’attuazione di politiche incentivanti lo sviluppo della famiglia.



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