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Giovanni Impastato incontra gli studenti del Convitto Nazionale Cirillo di Bari

L'incontro in programma domani è organizzato dal Sindacato Pensionati della Cgil di Bari

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 04/04/2019 da Redazione

Il Sindacato Pensionati della Cgil di Bari con Giovanni Impastato e il suo “Oltre i Cento passi” incontra gli studenti del Convitto Nazionale “Cirillo” di Bar i, venerdì 5 aprile, alle 11.00.

Il dibattito sul volume edito da Piemme, sarà preceduto da un breve saluto del dirigente scolastico Franco Lorusso, della segretaria SPI CGIL Bari Maria Antonelli. Interverranno Valentina Pierro, criminologa e referente pugliese di Casa Memoria Felice e Peppino Impastato e Antonio Fanelli direttore editoriale della associazione di promozione artistica e culturale Mama Daunia. Come partner ha contribuito anche Labsus, il Laboratorio per la sussidiarietà.

 

È la primavera del 1977 quando Peppino Impastato, insieme a un gruppo di amici, inaugura Radio Aut, una radio libera nel vero senso della parola. Da Cinisi, feudo del boss Tano Badalamenti, e dall'interno di una famiglia mafiosa, Peppino scuote la Sicilia denunciando i reati della mafia e l'omertà dei suoi compaesani. Una voce talmente potente che poco più di un anno dopo, la notte tra l'8 e il 9 maggio, viene fatta tacere per sempre. Ma pure questo è uno degli errori della mafia: pensare corto. Perché, anche se non era scontato, la voce di Peppino da allora non ha mai smesso di parlare, di lottare per la dignità delle persone, di illuminare la strada. È una strada lunga, se si pensa che ancora oggi chi ha depistato le indagini sull'omicidio di Peppino ha fatto carriera, mentre chi invocava la verità non c'è più. Ma è una strada percorsa ormai da migliaia di persone. 
Per la prima volta, Giovanni, fratello di Peppino, che ne ha raccolto il testimone, fa il punto della situazione delle mafie - e delle antimafie - in Italia, dall'osservatorio di Casa Memoria e del Centro Impastato, da quarant'anni in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.

 

Il Sindacato Pensionati della Cgil, impegnato per il 2019 con la campagna “Mi cibo da mani libere”, accompagna la voce di Giovanni in un confronto con gli studenti che ogni anno possono diventare protagonisti di una settimana estiva da trascorrere, tra formazione e informazione, nei “campi della legalità” organizzati su terreni o in beni confiscati alla mafia e tornati alla collettività.

 

Il report di una recente indagine dell'associazione Libera, svolta in Puglia, evidenzia che i giovani non hanno percezione di quanto la criminalità organizzata sia infiltrata nella società che li circonda. Ignorano, quindi, quanto tale fenomeno condizioni lo sviluppo di un’economia sana, sia sul versante produttivo sia su quello lavorativo. Fare antimafia sociale significa anche offrire agli studenti  informazioni utili su questo fenomeno affinché diventino cittadini consapevoli.



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