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Carenza di personale e sicurezza inesistente, medici in piazza a Bari. Il presidente OMCEO Anelli:'Puglia penalizzata' (VIDEO)

Il 10 novembre in programma la manifestazione dei camici bianchi: 'Aggressioni ai medici della notte sono all'ordine del giorno, spettacolo indecente per la nostra regione'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro Salute il 03/11/2017 da Giuseppe Bellino

Definanziamento, carenza di personale e sicurezza inesistente. Sono alcuni dei motivi che hanno spinto il mondo medico pugliese a organizzare una manifestazione di protesta che si terrà il prossimo 10 novembre davanti al palazzo della Regione Puglia, a Bari.
Da tempo i camici bianchi stanno vivendo un periodo difficile a causa delle criticità presenti nel sistema sanitario regionale. “Stiamo vivendo un periodo difficile per la nostra professione – dichiara F
ilippo Anelli, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Bari – a causa di un servizio sanitario regionale sempre più afflitto da problemi di carattere economico, con tagli alle prestazioni che si ripercuotono contestualmente sul nostro lavoro e di conseguenza producono rifiuti rispetto alle prestazioni e talora anche violenza”.

Il presidente punta il dito contro la politica: “La ripartizione del fondo sanitario nazionale penalizza la nostra regione – continua il presidente - e porta ad una situazione che è aberrante sotto il profilo dell’uguaglianza dei cittadini di Italia. Il ridotto numero di posti letto -1800 in meno rispetto alla Regione Emilia-Romagna che conta lo stesso numero di abitanti della Puglia - e di addetti in sanità - 15.000 in meno rispetto all’Emilia-Romagna -  sono l’esempio lampante di come il blocco del turnover abbia condizionato negativamente il diritto alla salute.  Con questi numeri le due sanità non sono più uguali e l’esercizio della professione medica in questo contesto diventa sempre più problematico”.

A tutto ciò si aggiunte il tema della sicurezza, sul quale più volte l’ordine dei medici è intervenuto con compagne di comunicazione e incontri: “Le aggressioni ai ‘medici della notte’ sono all’ordine del giorno – conclude Anelli -. Sono soprattutto le professioniste donne a subire episodi di violenza. In molti casi lavorano da sole in guardie mediche poco sicure e devono pagarsi accompagnatori per evitare conseguenze ancora peggiori. Non ci si può definire paese civile se si costringe un medico a pagare un accompagnatore al fine di garantire la sicurezza della propria persona e poter esercitare serenamente la propria professione in un ambulatorio pubblico. Credo che questo spettacolo sia indecente e incivile in una regione come la nostra”.



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