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Italia, rapporto Istat: 'Nel 2061 il numero di neonati sarà la metà di quello dei morti'

Il rapporto dell'istituto nazionale di statistica conferma il quadro sempre più preoccupante sul futuro demografico della nazione

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 03/05/2018 da Redazione

Italia Paese sempre più vecchio. Secondo il report dell'Istat sul futuro demografico entro il 2065 la vita media crescerebbe di oltre cinque anni per entrambi i generi, giungendo a 86,1 anni e 90,2 anni, rispettivamente per uomini e donne (80,6 e 85 anni nel 2016).

La popolazione italiana è destinata a ridursi numericamente in maniera significativa nei prossimi 50 anni della forchetta nascite-decessi. Nel 2061 il numero di neonati sarà la metà di quello dei morti. È quanto si evince dal rapporto Istat dove si legge che la crescita del numero di nascite (da 1,34 figli per donna nel 2017 a 1,59 entro il 2065) non basterà a determinare un numero di nati che risulti, anno dopo anno, sufficiente a compensare l'aumentato numero di morti. Fino al 2040 le nascite dovrebbero mantenersi costantemente tra 460 e 465 mila unità annue. Parallelamente i decessi tendono a salire in misura progressiva da 646 mila nell'anno base a 736 mila nel 2040. Negli anni successivi le nascite tendono ulteriormente a contrarsi, fino a un minimo di 422 mila unità nel 2059, anno dopo il quale la situazione si stabilizza intorno a un valore finale di 424 mila nel 2065. 



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