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Fc Bari, parla Giancaspro: 'Abbiamo smarrito la mentalità giusta, dobbiamo restare uniti. Mancare i playoff? Peccato mortale'

Il patron biancorosso sul rapporto con Colantuono: 'Rapporto di stima, non ho nulla da rimproveragli'

Pubblicato in Sport il 19/04/2017 da Giuseppe Bellino

"Abbiamo smarrito la mentalità giusta e mollato il nostro obiettivo”. È questa la sintesi della conferenza fiume di Cosmo Giancaspro, numero uno biancorosso, dopo la quinta sconfitta consecutiva in trasferta rimediata a Carpi. Secondo il presidente tutto è cominciato dopo la grande vittoria di Benevento: “Paradossalmente credo che siamo in crisi di identità da quel punto della stagione, ma di sicuro non ci hanno aiutato anche gli infortuni subiti”.

 

“Questa annata è diversa dalle ultime – spiega Giancaspro riferendosi al campionato di B - c'è un equilibrio sconcertante sia in testa che nelle zone basse. Ci sono tre squadre con una disponibilità finanziaria superiore agli altri che non hanno nessuna certezza di tornare in serie A. Noi invece siamo stati miracolati perché abbiamo cominciato il campionato con i presupposti di competere per i playoff. Ad oggi penso che non abbiamo mai rischiato di arrivare in zone pericolose dove navigano squadre forti come Trapani e Cesena. Questa non è una giustificazione, ma inquadra al meglio questo campionato". 

 

Nonostante la grande campagna acquisti effettuata dal Bari a gennaio, i risultati faticano ad arrivare: “Gli acquisti dei giocatori non permettono di salire in Serie A al 100% - aggiunge il patron biancorosso -  altrimenti non ci sarebbero state le favole di Crotone e Carpi. Questo dato di fatto deve farci tornare con i piedi per terra, sicuri di aver impostato un nuovo corso aziendale. Questo è quello che penso abbiano costruito le altre squadre promosse negli anni scorsi, una forza del collettivo che si basi su una struttura societaria collaudata ed efficiente. Comunque vada quest'anno è servito, abbiamo dato una solidità a questa società che viene rispettata a livelli nazionali”.

 

Le ultime sconfitte e il momento no dei biancorossi ha alimentato il malumore tra i tifosi. Nell’ultimo periodo però sono state messe in giro delle falsità su presunti contrasti tra i giocatori e la società: “Sui social si parla di stipendi non pagati – spiega amareggiato il presidente - sono un po' deluso per queste illazioni prive di alcun fondamento. Ci sono dei dati oggettivi riscontrati dai vari organi preposti alla verifica. È una cosa meschina il fatto che qualcuno voglia continuare a speculare su questi argomenti che appartengono al passato. Siamo tra le società che hanno i conti in regola, il fari play finanziario sarà molto importante per partecipare ai campionati". 

 

A questo proposito il patron ha inviato i tifosi a “non cadere nella trappola del troppo amore” e a ricordarsi che la troppa pressione “può influire anche su campioni e calciatori”. “Chiedo a tutti i essere uniti, i nostri supporter sono una forza che le altre squadre non hanno. Ci sono sei partite per capire chi siamo e dove arriveremo”.

 

Intanto i biancorossi si preparano alla sfida con il Verona, l’ultima spiaggia per riagguantare la zona playoff: “Al giro di boa davano tutti davano i veneti in serie A – aggiunge Giancaspro – sono di una categoria superiore. Questa sarà la partita dell'anno sia per noi che per loro. Abbiamo sulle spalle l'onere di fare risultato per rendere il campionato vivo sino ai playoff”.

 

Dopo l’ultima sconfitta a Carpi la posizione di Stefano Colantuono è apparsa in bilico, ma Giancaspro ha smentito le voci di un possibile esonero: “La serietà professionale dei ragazzi e del mister non è in discussione. Si tratta di persone che sono di un'altra categoria, oltre a lavorare sulla tattica si soffermano su dati scientifici e lavorano tutti il giorno. Io non penso di potermi sostituire a Sogliano e Colantuono. Tra l’altro i premi in ballo per i playoff o la promozione sono cospicui, non penso che nessuno vorrebbe conquistarli. Dopo le sconfitte ho preferito arrabbiarmi con me stesso, raramente me la prendo con i dipendenti. Con Colantuono ho un rapporto di stima e non ho nulla da rimproverargli. Abbiamo giocato male in alcuni casi, anche se con quattro pareggi striminziti forse staremmo parlando di altro. Probabilmente l'allenatore non è riuscito a far ritrovare al gruppo la sua identità”.

 

 Gli ultimi risultati negativi hanno spinto il Bari fuori dalla zona playoff a sei giornate dalla fine del campionato: “Andare fuori dai playoff sarebbe un peccato mortale più che un fallimento. Siamo in grado di giocarcela con tutti se giochiamo come sappiamo”. 



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