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Manfredonia, Piano aziendale ASL: 'discriminato il territorio'

Lettera del Sindaco Riccardi indirizzata al Direttore Generale dell’ASL Manfrini

Pubblicato in Salute il 11/10/2014 da Redazione
La missiva del Sindaco Riccardi indirizzata al Direttore Generale dell’ASL Manfrini, al Presidente della Conferenza dei Sindaci Landella e, per conoscenza, all’Assessore Regionale alla Sanità Pentassuglia. La Direzione Generale dell’ASL della Provincia di Foggia ha proceduto all’adozione dell’Atto Aziendale con propria deliberazione n. 1159 del 3 ottobre 2014. L’atto deliberativo in questione fa riferimento alla deliberazione n. 188 del 2012 approvata dal Direttore Generale dell’epoca, dott. Ruggero Castrignanò, sulla quale la Conferenza dei Sindaci aveva espresso il proprio parere in quanto la proposta teneva conto di quanto previsto dal Piano Attuativo Locale (PAL) e delle norme regionali emanate a seguito del piano di rientro della spesa sanitaria e delle norme organizzative standard nazionali.
La proposta elaborata dal Direttore Generale, ing. Manfrini, approvata con la suddetta deliberazione n. 1159/2014, modifica radicalmente in più parti il Piano Attuativo Locale e la deliberazione n.188/2012 senza chiedere nuovamente il parere della Conferenza dei Sindaci. Si tratta di una gravissima inadempienza, che comporta la totale vanificazione del processo partecipativo voluto dalla legislazione regionale di settore.
Il sottoscritto, in rappresentanza degli interessi legittimi delle popolazioni ricomprese nel distretto sanitario di Manfredonia, Monte S. Angelo, Mattinata e Zapponeta, avrebbe certamente “dato battaglia” votando, senza dubbio, contro.
Il nuovo Atto Aziendale si fonda su una palese discriminazione della politica sanitaria nei confronti dei bisogni di salute di alcune popolazioni a vantaggio di altre, su una drastica, programmata, futura riduzione della qualità/quantità delle prestazioni dell’Ospedale di Manfredonia e delle strutture e dei servizi sanitari dei Comuni di Monte S. Angelo, Mattinata e Zapponeta.
Bastano alcuni dati, scandalosi per la loro eloquenza! Su 34 strutture complesse (cioè primari) previste per gli ospedali appena 6 sono attribuite all’Ospedale di Manfredonia, nessuna per l’Ospedale di Lucera, mentre sono assegnate 14 all’Ospedale di Cerignola e 14 all’Ospedale di San Severo. La struttura sanitaria di Monte S. Angelo, da trasformare in Casa della salute secondo l’accordo sottoscritto con la Regione, è semplicemente dimenticata e abbandonata a se stessa.
Il SERVIZIO DI URGENZA- EMERGENZA (pronto soccorso) dell’Ospedale di Manfredonia, che serve un bacino di oltre 100 mila abitanti che aumentano notevolmente durante il periodo estivo, E’ DECLASSATO a semplice servizio così come previsto per i Punti di Primo Intervento.
Anche i servizi di Radiologia, di Anestesia e Rianimazione e di Laboratorio Analisi del nostro Ospedale sono privati dei primari, mentre le strutture complesse vengono assicurate soltanto agli Ospedali di Cerignola e San Severo.
Nel Distretto di Manfredonia, Monte S. Angelo, Mattinata e Zapponeta sussiste la struttura riabilitativa ospedaliera con il maggior numero di posti-letto (14) rispetto agli 8 posti-letto di San Severo. Ad essa sono aggregati ulteriori 12 posti-letto di lungodegenza. Qual è la soluzione organizzativa che adotta l’ing. Manfrini? Senza alcuna logica e il minimo buon senso attribuisce a Manfredonia la struttura semplice e ai Centri di riabilitazione di San Severo quella complessa.
Per queste ragioni la Deliberazione del Direttore Generale n. 1159 del 3.10.2014 è lesiva delle prerogative incomprimibili della Conferenza dei Sindaci e del tutto inaccettabile in quanto, di fatto, mette le popolazioni le una contro le altre.
Pertanto va immediatamente ritirata e riformulata con il coinvolgimento degli Amministratori locali, così come stabiliscono le norme regionali.
Se ciò non accadrà nel volgere di pochi giorni, secondo il sottoscritto sarà necessario l’intervento autorevole dell’Assessore Regionale al Welfare.