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Puglia, insediato il Consiglio sanitario regionale

L'organo è stato a lungo sollecitato dagli Ordini dei medici pugliesi, come luogo in cui portare il proprio contributo e la propria esperienza nelle decisioni in materia di tutela salute

Pubblicato in Salute il 29/01/2018 da Redazione

A quasi un anno dall’approvazione della legge d’istituzione e a un mese circa dal decreto nomine, si è insediato oggi presso l’Aula consiliare della Regione Puglia il Consiglio sanitario regionale (Csr).

“Il Csr rappresenta un modello per dare attuazione al principio di sussidiarietà previsto dalla legge istitutiva degli Ordini dei medici - commenta Filippo Anelli, Presidente OMCeO Bari - Costituisce quindi un esempio di democrazia partecipativa importante anche per le istituzioni a livello nazionale. In Puglia si sta sperimentando un percorso partecipato sulle politiche sanitarie che potrà essere esportato altrove”.

Il Csr è stato a lungo sollecitato dagli Ordini dei medici pugliesi, come luogo in cui portare il proprio contributo e la propria esperienza nelle decisioni in materia di tutela salute. Costituisce infatti un importante punto di incontro tra istituzioni, rappresentanti della professione e bisogni dei cittadini. Al momento solo la Toscana, tra le regioni italiane, ha un organismo analogo.

“Vorrei ringraziare il Presidente Emiliano per aver sostenuto la nascita di questo organismo, che è stato frutto di un lungo confronto con la Regione. Ringrazio anche Emanuele Vinci, che è stato uno dei principali ispiratori della legge istitutiva, e che oggi non è presente. Tutto è partito infatti dalle riflessioni nate all’interno della Federazione regionale degli Ordini dei medici pugliesi. La nascita del Csr è un grande risultato, frutto del lavoro di squadra portato avanti negli scorsi anni dagli Ordini dei medici pugliesi.” -  ha concluso Anelli.

Il Csr rappresenta un nuovo organismo tecnico consultivo della Giunta regionale e del Consiglio, che coinvolgerà le professionalità del SSR nei processi di riforma condivisi in materia di tutela della salute. Fornirà quindi pareri sugli effetti e sui risultati prodotti dalle deliberazioni di Giunta e dalle leggi del Consiglio, contribuendo all’innovazione ed allo sviluppo della qualità dei servizi sanitari e socio-sanitari.
Svolgerà inoltre attività di valutazione della qualità dei percorsi formativi relativi alle figure professionali che intervengono nelle attività sanitarie e socio-sanitarie ed elaborerà linee-guida e pareri sugli aspetti di carattere strettamente tecnico-scientifico sulle attività sanitarie. Infine, fungerà da Osservatorio sulle attività di ricerca medico-scientifica condotte nella Regione Puglia.

“Il Consiglio è un organismo di partecipazione sperimentale, un organo con un cervello collettivo spaventoso. - ha dichiarato il PresidenteEmiliano - “Non c’è mai stato un luogo in cui discutere i provvedimenti della sanità a questo livello. Il Consiglio rischia però di morire per desuetudine se non è utile. Questo è il pericolo più grande, che dobbiamo evitare.”

“Considero un gravissimo vulnus il fatto che gli infermieri non facciano parte del Consiglio sanitario regionale.” -  ha dichiarato Anellidurante il suo intervento, a proposito della mancata inclusione degli infermieri tra le professioni previste dalla Legge istitutiva del Csr -“Come medici lavoriamo fianco a fianco con gli infermieri e sappiamo quanto il loro apporto sia importante per il servizio sanitario. Chiedo ufficialmente di modificare la norma per integrare la loro presenza nel Csr.”

In merito alle modalità di funzionamento dell’organo, in fase di redazione del regolamento, gli Ordini dei medici richiedono che sia data loro la possibilità di esprimere il proprio parere in maniera sostanziale e non solo formale, per incidere realmente sulle scelte del governo della Sanità. A tale scopo richiedono che vengano individuati ruoli e funzioni idonei.



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