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Salvato da un tumore maligno, paziente scrive al presidente Emiliano: 'Anche al Sud esiste la buona sanità'

Plauso all'equipe di Chirurgia generale dell'Ospedale Santa Maria di Bari

Pubblicato in Salute il 21/03/2017 da Redazione

L’equipe di Chirurgia generale dell’Ospedale Santa Maria di Bari – guidata dal Prof. Giuseppe Piccini – ha avuto il merito di trattare in maniera tempestiva il caso di un paziente – Nicola Valenzano di 54 anni - affetto da una patologia oncologica del colon, ancora nella fase iniziale, ma che – se non presa in tempo - si sarebbe evoluta di lì a poco in un carcinoma maligno.

 

Dopo l’assistenza ricevuta, il Sig. Nicola Valenzano ha voluto esprimere pubblicamente la propria soddisfazione e gratitudine scrivendo direttamente al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

“Non per piaggeria ma perché lo ritengo doveroso da cittadino – scrive il paziente nella sua missiva -   esprimere pubblicamente tutta la mia soddisfazione e compiacimento per la perfetta organizzazione, professionalità, dedizione verso il malato e trattamento che ho ricevuto presso l’Ospedale Santa Maria di Bari”.

 

 

Il paziente – dopo una serie di diagnosi poco chiare su disturbi all’intestino - si è rivolto all’Ospedale Santa Maria – struttura privata accreditata SSN - dove ha eseguito nel giro di pochi giorni una colonscopia che ha evidenziato la presenza di un polipo intestinale di dimensioni significative.

“Abbiamo riscontrato un adenoma villoso con displasia di alto grado del colon di destra di dimensioni tali da non permettere la resezione per via endoscopica – spiega il Prof. Piccinni - quando si parla di displasia si intende il  momento in cui le cellule si stanno evolvendo in maniera anomala, cioè trasformando per dare origine al carcinoma. Per questo – trattandosi di una forma iniziale, quindi benigna, di tumore – abbiamo avviato immediatamente il paziente ad un intervento chirurgico”.

 

La diagnosi tempestiva invece ha consentito di pianificare subito l’intervento eseguito in laparoscopia, una tecnica di chirurgia mininvasiva che ha evitato l’apertura dell’addome e consentito al chirurgo, attraverso piccole incisioni, di procedere alla asportazione dell’adenoma.

“L’approccio mininvasivo - aggiunge il Prof. Piccinni - ci consente di fare chirurgia maggiore con un minor insulto chirurgico sui pazienti che non perdono sangue,  grazie anche ai tagli che sono talmente  e perfettamente regolati che l’organismo reagisce in maniera positiva. La risposta immunitaria del paziente è migliore  e la ripresa funzionale nel post operatorio, immediata”.

 

Il paziente è stato infatti dimesso dopo qualche giorno e ha ripreso a svolgere tutte le normali funzioni della vita quotidiana, compreso il suo lavoro. Circondato dall’affetto della sua famiglia, ha potuto riacquistare serenità.  “Dal primo istante i cui ho messo piede nell’Ospedale Santa Maria non mi sono sentito un problema ma accolto e “coccolato” con una cortesia e gentilezza che mi hanno fatto dubitare di essere a Bari – conclude l’uomo nella sua lettera - grazie a loro il mio problema è stato risolto, e per lo più in convenzione con la struttura pubblica. Per questo, secondo me, quello della Santa Maria è un esempio da seguire altrove”.



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