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L'oncologico di Bari ospiterà un polo ambulatoriale ad alta tecnologia per seguire i pazienti guariti da linfomi

Il progetto servirà a prevenire le patologie che insorgono dopo i trattamenti e i farmaci assunti

Pubblicato in Salute il 19/09/2015 da Redazione
La sala conferenze dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari ha ospitato la presentazione del progetto “Sviluppo di un nuovo modello di prevenzione delle patologie correlate ai trattamenti anti-tumorali nei pazienti lungo-sopravviventi affetti da linfoma” . L’obiettivo principale è quello di realizzare un ambulatorio multispecialistico per la prevenzione delle patologie che insorgono nei pazienti onco-ematologici, a seguito delle terapie e dei farmaci assunti. Il tema è di elevato impatto sociale e coinvolge tanto gli ammalati che il sistema sanitario nazionale. Capofila del progetto, che il Ministero della Salute ha scelto e finanziato tra oltre 70 progetti presentati, l’Oncologico di Bari e in particolare l’Unità Operativa di Ematologia diretta dal dott. Attilio Guarini, che guiderà una rete nazionale composta dalle Unità Operative di Ematologia del Sant’Andrea di Roma (dott.ssa Christina Cox), del CRO di Aviano (dott. Michele Spina) e che coinvolge l’Istituto Superiore di Sanità (prof.ssa Elena Bravo). Il Punto di forza della proposta, finanziata per un totale di più di 430mila euro, è rappresentato dalle tecnologie impiegate nell’attività ambulatoriale: si introduce un sistema di cartella informatizzata, archiviata su cloud e accessibile a tutti i centri partecipanti al progetto e ai medici di Medicina generale, che consente alle diverse figure sanitarie di monitorare i pazienti in modo multidisciplinare e standardizzato (ematologi, internisti, cardiologi,ginecologi, psicologi, medici dello sport) registrare i dati clinici in totale sicurezza e scambiare rapidamente informazioni di carattere terapeutico.
Una numero crescente di pazienti “guariti” grazie alle attuali strategie terapeutiche, è esposta all’insorgenza, a breve o lungo termine, di patologie direttamente conseguenti agli stessi trattamenti oncologici. Basti pensare a numerose patologie dell’apparato cardiovascolare (ipertensione arteriosa e scompenso cardiaco), respiratorio (fibrosi polmonare), turbe endocrino-metaboliche (diabete), neurologiche (neuropatia periferica), del sistema muscolo-scheletrico (osteoporosi) e, non ultime, quelle di carattere psicologico (ansia e depressione). Una vera e propria rete telematica che coinvolgerà non solo gli specialisti del settore, ma soprattutto i medici di medicina generale, per un monitoraggio ancora più efficace dei pazienti sul territorio regionale. Infine, grazie alla distribuzione geografica di tutti i Centri coinvolti, il database con i dati raccolti rappresenterà una nuova piattaforma per studi scientifici ed epidemiologici su scala nazionale, sotto la supervisione dell’Istituto Superiore di Sanità.
Numerosi pertanto i vantaggi derivanti da questa proposta che combina professionalità e tecnologia nell’IRCCS barese: dalla opportunità di censire in un unico registro informatico i pazienti con una storia clinica di linfoma, all’ottimizzazione dei percorsi di monitoraggio della patologia tumorale e dei disturbi connessi alle terapie, alla catalogazione di osservazioni standardizzate utili per redigere raccomandazioni e linee guida inter-regionali. L’auspicio più grande, infine, è quello di creare un prototipo assistenziale che possa essere applicato anche alle altre branche dell’oncologia ed esteso a tutto il territorio regionale.
Il progetto è stato illustrato dai referenti delle unità Operative coinvolte e dal prof. Umberto Tirelli del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, il “padre” degli studi internazionali sulla “fatigue”, correlata al cancro e sui lungosopraviventi, dal prof. Antonio Moschetta che coordina la valutazione ed il monitoraggio metabolico dei pazienti, dalla dott.ssa Lucia Bisceglie dell’ARES e dal dott. Gabriele Miolli per l’integrazione con la medicina del territorio.
Il progetto, che arruola differenti figure specialistiche, dagli ematologi ai cardiologi agli esperti in scienze motorie e psicologi all’Oncologico di Bari così come negli altri Centri partecipanti, risponde alla pressante esigenza di diagnosticare, prevenire e trattare precocemente queste patologie, con lo scopo primario di migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurne altresì il carico sul sistema sanitario dovuto alle inutili ospedalizzazioni alle quali sono costretti.