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Bari, giornata mondiale dei nati prematuri: 'Quattromila casi in Puglia, migliorare il rapporto madre-figlio in ospedale' (VIDEO)

In programma iniziative messe in campo dalle istituzioni per sensibilizzare l'opinione pubblica su una problematica che interessa migliaia di genitori

Pubblicato in Salute il 17/11/2017 da Giuseppe Bellino

Quindici milioni di bambini prematuri nati nel mondo, 40 mila in Italia e circa quattromila in Puglia. Sono i dati Istat che dimostrano la sempre più elevata presenza di neonati che vengono al mondo prima delle quaranta settimane. Il tema coinvolge migliaia di genitori ma sembra essere ancora sconosciuto all’opinione pubblica. Per questo motivo oggi si celebra la Giornata mondiale del neonato pretermine, occasione per mettere in campo iniziative che raccontino i problemi della prematurità e dei bisogni delle famiglie dei neonati prematuri.

Le istituzioni regionali e baresi si sono riunite per cercare di far rete e sostenere i genitori dei piccoli. “Questa è una occasione importante per far capire a chi non ha un neonato prematuro quali sono i problemi di questi bambini – spiega il dottor Nicola Laforgia, direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Bari -. L’idea di oggi, insieme alle istituzioni, è quella di organizzare dei progetti anche a lunga durata per migliorare le condizioni di vita delle famiglie dei piccoli”.
I neonati possono venire alla luce anche con 15 settimane di anticipo, così sono costretti a restare nelle incubatrici per tre o quattro mesi. In questo arco di tempo i genitori hanno bisogno di un alloggio per restare a stretto contatto con i propri figli. “Purtroppo non siamo ancora in grado di garantire un contatto madre-figlio per 24 ore al giorno – continua Laforga – a causa di problemi legati al numero del personale e alle strutture. Dobbiamo impegnarci a risolvere questa situazione”.

Un altro tema affrontato durante l’incontro è quello che accade durante il ‘follow up’, ovvero la situazione che si verifica dopo le dimissioni del piccolo. Il neonato torna a casa con la sua famiglia, ma continua ad essere ‘legato’ con i professionisti dell’ospedale che lo hanno aiutato a superare la fase critica. “Nel reparto di Neonatologia del Policlinico di Bari – prosegue Laforgia – ci impegniamo ad accompagnare i bambini anche nel periodo successivo alla degenza in ospedale, in modo tale da aiutare anche i genitori che sono del tutto estranei alla situazione che si apprestano a vivere”.

“Per affrontare questi temi – ha aggiunto Ludovico Abbaticchio, garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – bisogna essere una squadra. Serve far rete e creare condizioni di tutela per più bambini possibili. Solo in questa maniera avremo garantito un servizio di alta civiltà e fortemente istituzionale”.

All’incontro hanno partecipato le rappresentanti de ‘I Folletti Laboriosi’, associazione nata nel 2006 a Torino che visita gli ospedali di tutta Italia per donare un sorriso ai bambini meno fortunati. Questa mattina il gruppo di attiviste ha donato le ‘calzine della fortuna’ ai bambini ricoverati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Bari, mentre per i genitori dei piccoli è stato realizzato un diario per annotare le emozioni vissute durante il lungo periodo della prematurità. 



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