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Salute, al 'Fazzi' di Lecce disponibili test per la ricerca di microrganismi che causano la polmonite

A richiedere il test sarà il medico di famiglia o lo specialista pneumologo. Le analisi forniranno anche la terapia più appropriata

Pubblicato in Salute il 17/10/2017 da Redazione

Con l’approssimarsi della stagione fredda aumentano le patologie respiratorie. Dall’influenza alle polmoniti, dalle bronchiti alla congestione delle vie aeree. E come ogni anno migliaia di persone saranno “messe a letto” da germi patogeni che causano infezioni dell’apparato respiratorio. Soprattutto anziani e malati cronici.

Quest’anno la stagione invernale farà meno paura. Dall’inizio di ottobre, il Laboratorio di Microbiologia del “Vito Fazzi”, diretto dal dott. Giovanbattista Lobreglio,  utilizza tecniche di elevatissima sensibilità che permettono la ricerca, con tecniche molecolari, del DNA di alcuni agenti patogeni come il Mycoplasma pneumoniae (responsabile della polmonite atipica), la Chlamydophila pneumoniae, un batterio responsabile del 5-15% di polmoniti acquisite in comunità e capace anche di causare faringiti, sinusiti e la riacutizzazione di bronchiti croniche e la Legionella pneumophila , un batterio che può causare una forma acuta di polmonite (la legionellosi, che può risultare letale).

“In passato si faceva la diagnosi indiretta – spiega il direttore Lobreglio - mediante la ricerca sierologica degli anticorpi e si doveva attendere da 15 giorni a un mese per rilevare l’aumento di questi anticorpi. Oggi – aggiunge visibilmente soddisfatto -  con i test molecolari si va a cercare direttamente il virus o il batterio nelle varie matrici biologiche (tampone faringeo, espettorato, lavaggio bronco-alveolare…)  e in pochi minuti possiamo fare la diagnosi”. 
Quali sono i vantaggi? “Individuare in tempi rapidi i microrganismi responsabili della malattia –  fa sapere Lobreglio - consente di intervenire con un trattamento specifico, mirato. Perché una bronchite, per esempio, può essere batterica o virale. E nei due diversi casi la terapia cambia”.

A richiedere il test sarà il medico di famiglia o lo specialista pneumologo. Al quale il paziente riferisce bronchite con tosse, febbre, dolore retrosternale. Il test è in grado di indicare la terapia più appropriata. “Il test, tra l’altro, ha una elevata accuratezza diagnostica – precisa il microbiologo – e non dipende dalla interpretazione soggettiva dell’operatore, come ad esempio i test di immunofluorescenza indiretta, finora utilizzati per la diagnosi sierologica di queste patologie”.

Questo nuovo test che la Asl mette a disposizione da quest’anno, consente di evitare al medico di famiglia di prescrivere un antibiotico che non è efficace contro quel microrganismo. I medici di famiglia potranno richiedere i test al laboratorio del “Fazzi” utilizzando le ricette del SSN, indicando   la matrice biologica su cui effettuare la ricerca (tampone, espettorato o lavaggio bronco-alveolare).

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