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A Tricase eseguito il primo intervento innovativo sulla valvola aortica: minor degenza e riduzione della spesa sanitaria

La procedura di valvuloplastica percutanea prevede l'accesso vascolare dall’arteria radiale, sul polso

Pubblicato in Salute il 14/06/2018 da Redazione

L’Emodinamica dell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase apre una nuova era della “valvuloplastica aortica percutanea”. L’intervento eseguito l’8 giugno scorso è ancora meno invasivo e più sicuro della tecnica classica e consente la precoce mobilizzazione del malato, un minor tempo di degenza e una riduzione della spesa sanitaria.

L’intervento “innovativo” si è reso necessario su un paziente di 90 anni della provincia di Lecce, affetto dacolangite acuta (infezione del dotto biliare) e da altre patologie dell’età.

«Il caso si presentava particolarmente ostico – spiega il dr. Michele Accogli (in foto), primario di Cardiologia al Panico – Il paziente 90enne era in attesa di un delicato intervento di “endoscopia delle vie biliari”. Oltre alla presenza di una stenosi valvolare aortica severa che sconsigliava un'eventuale anestesia generale, il paziente presentava condizioni di instabilità cardiocircolatoria. A tale quadro si associava anche una severa riduzione delle piastrine che poneva il paziente in una condizione di elevatissimo rischio emorragico».

Il caso veniva discusso dai dottori Luca Negro (in foto), Giuseppe De Iaco (in foto) e Stefano Primitivo,del reparto di Emodinamica (che fa capo al reparto di Cardiologia -  ndr.), congiuntamente al primario della Chirurgia Generale, dr. Massimo Viola ed al primario di Anestesia e Rianimazione Thomas Pellis.

«Dato l'elevato rischio operatorio, associato alla grave malattia della valvola aortica – spiega Accogli - si è ritenuto di candidare il paziente a una “valvuloplastica aortica percutanea” (la dilatazione della valvola  con inserimento di un pallone – ndr. ), per consentire il necessario intervento chirurgico. Per l'esecuzione della procedura però, il classico approccio transfemorale (attraverso l'arteria femorale, dall’inguine – ndr.)presentava notevoli difficoltà, sia per l’alto rischio emorragico, sia per un accesso arterioso e venoso femorale anatomicamente sfavorevole.

A questo punto, l'equipe di Emodinamica, i dottori Negro e De Iaco ricorrono ad un approccio innovativo e sottopongono il paziente alla procedura di valvuloplastica percutanea con accesso vascolare dall’arteria radiale, sul polso. Un metodo – fa sapere Accogli -  ideato recentemente dall'Emodinamicadell'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara.

«Tale approccio, che non ha necessità di posizionamento di pacemaker temporaneo per via femorale, – spiega il cardiologo del Panico - ha consentito di sottoporre il paziente in totale sicurezza alla procedura di valvuloplastica aortica percutanea che è risultata efficace e priva di complicanze». 

Fonte: www.salutesalento.it
 



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