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Sanità, presentato il rapporto Oasi 2017. Emiliano: 'In Puglia il cambiamento passa attraverso la centralità del territorio'

Il governatore pugliese: 'I risultati che stiamo ottenendo confermano la bontà dell'impostazione delle nostre politiche sanitarie'

Pubblicato in Salute il 14/05/2018 da Redazione

"Stiamo provando in Puglia a promuovere un cambiamento della sanità attraverso nuovi modelli assistenziali e una nuova centralità del territorio. Il processo è in atto più velocemente e più virtuosamente di altre regioni in piano di rientro. Grazie agli sforzi compiuti siamo oggi in grado di programmare assunzioni di personale e di mettere in garanzia gli operatori che hanno prestato il proprio lavoro in condizioni di precarietà e quindi di incertezza. Conforta che la strategia delle reti e della costruzione dei percorsi di prevenzione diagnosi e cura, la tensione al cambiamento orientato dall'analisi dei bisogni che anima le politiche sanitarie che stiamo disegnando in Regione Puglia, sia di fatto individuata dagli esperti del CERGAS tra le soluzioni per l'uscita dal guado, guado in cui si trova tutto il sistema sanitario nazionale".

Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo questo pomeriggio a Bari, presso l'assessorato alle Politiche per la salute, alla presentazione del Rapporto OASI 2017 (Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema Sanitario Italiano), a cura del CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria e Sociale) dell'Università Bocconi.

Il Rapporto OASI rappresenta un luogo di analisi e riflessione sui cambiamenti in corso nel sistema sanitario italiano. Cambiamenti però rallentati dal fatto che il tema del SSN da tempo non è ai primi posti nell'agenda politica. Particolarmente stimolanti nella specifica fase di rilancio che la Regione Puglia sta attraversando in tema di assistenza territoriale, sono le questioni che riguardano da un lato il tema dei nuovi modelli assistenziali e dei modelli organizzativi collegati, dall'altro le ineludibili intersezioni del sistema con l'ambito e le politiche sociali e socio-sanitario.

"I nostri modelli assistenziali devono trasformarsi – ha continuato Emiliano – in considerazione soprattutto del cambiamento della epidemiologia della popolazione pugliese, una popolazione che invecchia sempre di più e che quindi ha bisogno di maggiore attenzione verso le patologie cosiddette croniche. Se prima quindi il modello assistenziale era rivolto all'acuzia, oggi il nuovo modello assistenziale deve essere rivolto alla cronicità. Meno ospedali e più territorio".

È in corso di adozione il regolamento sui PTA (Presidi Territoriali di Assistenza, le nostre case della Salute) ma la Puglia ha già delle realizzazioni sperimentali molto efficaci, come ad esempio Trani, Massafra, Conversano, Bari San Paolo, Ceglie Messapica. Questi ultimi sono stati oggetto di visita a gennaio scorso da parte di una delegazione governativa greca nell'ambito di una collaborazione OMS-AReSS a supporto della sanità greca. Inoltre su alcuni PTA (Fasano, Trani etc) si è realizzata una promettente convergenza "di comunità" con la progettazione di servizio condivisa tra Asl, enti locali, politica e cittadini.

 



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