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Bari, clinica oculistica del Policlinico prima in Italia a possedere l'Arco sterile: ecco il macchinario che taglia costi e trafila

Lo strumento servirà ai pazienti che devono sottoporsi ad interventi chirurgici minori di importante delicatezza e urgenza che non necessitano dell’apertura del bulbo oculare

Pubblicato in Salute il 11/12/2017 da Redazione

Al Policlinico di Bari arriva l’innovazione tecnica e gestionale per qualità e sicurezza nelle operazioni mediche oculistiche uniche in Italia. Un’apparecchiatura adoperato in ambito militare e che per prima volta nel nostro paese viene utilizzata in percorsi chirurgici soprattutto per i trattamenti delle maculopatie, le più insidiose malattie degenerative della vista. La Clinica Oculistica del Policlinico di Bari è la prima in Italia a possedere il cosiddetto l’Arco Sterile, un macchinario così potente ed efficiente che permette un percorso ‘fast track’, cioè una procedura accelerata, per chi deve sottoporsi ad interventi chirurgici minori di importante delicatezza e urgenza che non necessitano dell’apertura del bulbo oculare. Si tratta della chiusura del cerchio visto che il Policlinico ha avviato già dal 2015 un processo di riorganizzazione della Clinica Oculistica avvalendosi di soluzioni tecnologiche avanzate di ingegneria clinica funzionali alla realizzazione di un ambulatorio chirurgico puntando sull’adeguamento dei locali destinati alla Clinica Oculistica; sulla formazione del personale medico all’utilizzo di tecnologie innovative di ingegneria clinica e la riorganizzazione del modello di erogazione delle prestazioni mediante l’utilizzo delle suddette tecnologie.

L’apparecchiatura è mobile ed ha una forma di arco con pareti laterali scorrevoli: la particolarità deriva dalla possibilità di creare una ambiente assolutamente sterile grazie ad una coppia di flussi laminari orizzontali e ad una ultrafiltrazione dell’area che quindi permette la realizzazione di una serie di procedure chirurgiche minori in anestesia locale garantendo una qualità dell’aria ISO 5 nel sito d’intervento. Il paziente viene posizionato in maniera precisa grazie a quattro rilevatori laser per la procedura chirurgica in un ambiente assolutamente sterilizzato così come avverrebbe in una sala operatoria.

Tra i benefici economici figurano l’abbattimento liste d’attesa, incremento della produttività ambulatoriale e di day service, utilizzo del setting assistenziale (della tipologia di assistenza) appropriata rispetto alle procedure attivate, miglioramento della qualità del servizio sanitario erogato.

Con questo macchinario ultrapotente i vantaggi si moltiplicano per pazienti e struttura: se da un lato si può avviare una decongestione della sala operatoria, dall’altro i pazienti possono contare su una assistenza molto rapida con specialisti dedicati e le migliori cure al mondo, il tutto in un iter super celere che prevede la presa in carico del paziente per essere sottoposto ad esami strumentali (Oct e Fluorangografia) per valutare la presenza o meno di patologie. Se si necessita di un intervento il paziente viene subito introdotto nell’Arco Sterile con mascherina e camice per ricevere le procedure terapeutiche necessarie, cioè iniezioni intravitreali. Si consente così di ridurre al minimo il trauma chirurgico, permettendo di trattare in maniera soddisfacente e nella massima sicurezza patologie complesse con un recupero post-operatorio molto veloce e una netta riduzione del disagio complessivo del paziente che mantiene autonomia motoria e piena vigilanza entro le due ore successive all’intervento. Dal 2008, inoltre, sono attivi presso la Clinica Oculistica l’APAM (associazione pazienti affetti da maculopatia) ed il CERVI (centro di educazione e riabilitazione visiva per ipovedenti) con l’obiettivo di creare collaborazione grazie a servizi specializzati destinati a portatori di questo handicap ed alle loro famiglie, promuovere lo sviluppo e la diffusione delle ricerche e delle conoscenze scientifiche nel settore delle maculopatie.

Mercoledì 13 dicembre si terrà l’inaugurazione dell’ambulatorio chirurgico ‘arco sterile’ alla presenza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Bari Antonio Decaro, il rettore Università degli Studi di Bari Antonio Felice Uricchio, il commissario straordinario Policlinico di Bari Giancarlo Ruscitti,  il preside della Facoltà di Medicina Bari Loreto Gesualdo, il presidente dell’Ordine dei Medici di Bari Filippo Anelli, il direttore della Clinica Oculistica del Policlinico Bari Giovanni Alessio e il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia, Vitangelo Dattoli. L’inaugurazione seguirà alla tradizionale messa delle 9.30 sempre nella stessa clinica in occasione della ricorrenza di santa Lucia, protettrice della vista. Ogni anno il professor Giovanni Alessio, direttore della Clinica Oculistica del Policlinico di Bari, e la sua equipe trattano circa 6.000 casi di pazienti affetti da malattie della vista legate all’età, retinopatia diabetica, degenerazione maculare. 



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