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Bari, i genitori dei bimbi malati scrivono a Emiliano: 'No alla divisione di due strutture sinergiche, a rischio la salute dei piccoli'

No allo scorporo del Giovanni XXIII dal Policlinico: 'un eventuale tavolo operativo per esaminare le criticità'

Pubblicato in Salute il 10/10/2017 da Redazione

“Non comprendiamo la scelta fatta di scorporare due strutture che dovrebbero lavorare sinergicamente, ne tantomeno quali possano essere le finalità di un’azione che al contrario riteniamo rischiosa per la salute dei nostri figli”. Le famiglie dei bambini ospedalizzati di Bari non ci stanno e scrivono al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. I genitori di bambini con delle gravi e complicate patologie è contrario al riordino ospedaliero che prevede lo scorporo dell’ospedale ‘Giovanni XXIII’ dal Policlinico di Bari.

“Una struttura ospedaliera che ospiti un reparto di Ostetricia e contestualmente uno di Neonatologia - spiegano le famiglie in una nota -  offre un servizio qualitativamente alto in termini di sicurezza della madre e sopratutto del bambino. Questo  perché consente una cura del neonato che, ancor prima dell'avvenuta nascita, parte dalla vita fetale e mette in campo sinergie volte ad un unico obiettivo: la salute del nascituro. Lo stesso dicasi per un reparto di Neonatologia che, in un rapporto di continuità, affida il neonato, dopo avergli dato assistenza nei primi mesi di vita, a pediatri specialisti, consegnando a questi, insieme al piccolo,  il suo percorso terapeutico, e la sua famiglia. Questa modalità di prendersi cura del bambino, attualmente esistente, garantito da un consorzio unico con il prezioso supporto della ricerca universitaria, presenta comunque delle criticità  specie nel passaggio dalla Neonatologia alla Pediatria”.

I genitori dei bambini affetti da gravi patologie non comprendono la decisione della Regione di “scorporare due strutture che dovrebbero lavorare sinergicamente”, definendola “un’azione rischiosa per la salute dei nostri figli”. Secondo le famiglie dei bimbi ospedalizzati la separazione graverebbe fortemente sul processo di cura continua dei piccoli e metterebbe in pericolo la loro vita durante il periodo di degenza nella Neonatologia, dove l'avvalersi delle consulenze pediatriche del Giovanni XXIII diventerebbero certamente più complicate.

“Da genitori di neonati patologici – continua la testimonianza - abbiamo potuto realmente constatare come una sanità pugliese sinonimo di eccellenza fosse realmente possibile. Una pianificazione vincente dovrebbe fare delle eccellenze fari illuminanti, strade maestre da percorrere per una sanità migliore. Infine crediamo che un progetto davvero giudizioso, oltre che sensato,  debba tenere conto, in quanto trattasi di neonati e di bambini, delle famiglie che sono tagliate fuori da un destino che invece le coinvolge e a volte “stravolge”.

Le famiglie chiedono al governatore di poter partecipare ad un eventuale tavolo operativo, o “semplicemente di essere ascoltati per portare le nostre esperienze, esaminare insieme agli ‘addetti ai lavori’ le criticità, le debolezze e i punti di forza,  che solo chi vive in prima persona conosce”.

“Vogliamo essere fautori attivi – conclude la nota - protagonisti principali del destino e della salute dei nostri bambini, non possiamo assistere passivamente”. 

famigliebambiniospedalizzati@gmail.com



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