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Policlinico di Bari, eseguito intervento chirurgico per il trattamento del linfedema con tecnica innovativa: è il primo in Europa

La tecnica utilizzata per l'operazione è utilizzata solo a Taiwan

Pubblicato in Salute il 09/11/2017 da Redazione

Per la prima volta in Europa, presso il Policlinico di Bari, è stato eseguito un intervento chirurgico innovativo, per ora utilizzato solo a Taiwan, per il trattamento del linfedema (accumulo anormale di linfa, generalmente negli arti, espressione di una compromissione del sistema linfatico), una patologia invalidante che nei suoi stadi più avanzati provoca un edema irreversibile spesso associato ad infezioni locali ed ulcere cutanee. Sono quattro in Italia i centri specializzati per il trattamento di questa patologia: Roma, Palermo, Genova e proprio l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale del Policlinico di Bari diretta dal prof. Giuseppe Giuice, che si avvale della collaborazione multidisciplinare con le unità di Fisiatria, Medicina Nucleare, Chirurgia Generale e un team di fisioterapisti esperti nel settore e dell’utilizzo delle più moderne metodiche applicabili permettendo al polo barese di essere un centro di eccellenza internazionale.

La tecnica utilizzata dai medici baresi è innovativa perché ha previsto l’utilizzo di
un doppio lembo linfonodale prelevato dall’addome (generalmente si utilizzano prelevandoli dalla zona ascellare o dagli arti inferiori) mediante un intervento video-laparoscopico (tecnica che prevede l’esecuzione di un intervento chirurgico senza apertura della parete sfruttando uno strumento dotato di una telecamera che trasmette a un monitor le immagini dall'interno dello spazio esaminato) per trattare un linfedema primitivo tardivo (cioè senza una causa correlata) di un paziente di 60 anni. I due lembi linfonodali sono poi stati trapiantati mediante tecnica microchirurgica a livello del malleolo mediale e del cavo popliteo dell’arto inferiore con cicatrici poco visibili sia a livello dell’area ricevente che dell’area donatrice. L’intervento è stato eseguito dall’equipe composta dal dott. Michele Maruccia e dal dott. Michele Lambo della U.O.C. di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica in collaborazione con la prof. Angela Pezzolla, responsabile dell’Unità di chirurgia Videolaparoscopica.

 

“Il trattamento di questa patologia – chiarisce il professor Giudice - è una sfida moderna, definita da molti sperimentale, ma i risultati ottenuti portano a parlare di realtà e i pazienti che dal Sud Italia fino a pochi anni fa erano costretti a viaggi della speranza verso il Settentrione o addirittura all’estero hanno oggi un centro d’eccellenza di riferimento proprio a Bari. Inoltre la possibilità di prevenire queste complicanze potrebbe portare ad un significativo miglioramento della qualità di vita di questi pazienti con un abbattimento dei costi socio-sanitari”.



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