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Medicina fetale, estensione gratuita a tutta la Puglia del test per la preeclampsia

La Regione Puglia ha inoltre approvato in Giunta una delibera che riconosce il Servizio della ASL Bari quale Centro di Riferimento per la "diagnosi e gestione della patologia materno – fetale”

Pubblicato in Salute il 07/03/2017 da Redazione

“Nel bilancio complessivo e nella logica che deve presiedere il sistema, la giornata di oggi è molto importante perché serve a trasmettere a tutti una sensazione, che i gesti non siano l’uno sconnesso dall’altro ma che facciano parte di una strategia sistemica. Questo rassicura tutti, pazienti, cittadini, operatori e amministratori, perché quando bisogna alla fine occorre pagare tutto questo, sapere come si è speso il denaro dà una particolare serenità e soddisfazione. Questa è medicina di eccellenza che consente di fare cose che erano impensabili”.

Così il presidente della Regione Puglia intervenendo questa mattina in conferenza stampa per la presentazione di alcune azioni intraprese dal Governo regionale in materia di Medicina fetale e  diagnosi prenatale. La Regione Puglia infatti, con l’obiettivo di qualificare l'assistenza materno/infantile, ha approvato in Giunta una delibera (la 2161) che, non solo riconosce il Servizio di “Medicina Fetale” della ASL Bari, quale Centro di Riferimento Regionale per la "diagnosi e gestione della patologia materno – fetale”, ma stabilisce anche, in collaborazione con il Comitato Punti Nascita Regionale (il CPNR), l’implementazione del test sulla preeclampsia (ipertensione e proteinuria in gravidanza), estendendolo, senza oneri maggiori per il servizio sanitario, a tutto il territorio regionale. Un’altra azione prevista è l’implementazione dei pacchetti di prestazioni sanitarie (cinque).

Questo esame è un grande passo in avanti a favore delle gestanti pugliesi che permette di individuare, già nel primo trimestre di gravidanza, le donne a rischio di sviluppare Preeclampsia (ipertensione) in epoche successive di  gravidanza.  La Preeclampsia è una grave patologia della gravidanza che colpisce circa il 3% delle gestanti e rappresenta una delle principali cause di mortalità e morbilità materno-fetale in tutto il mondo occidentale e non solo in Italia. La possibilità di individuare già nel primo trimestre le gravide ad alto rischio per questa condizione, apre nuove prospettive sulla gestione e prevenzione della Preeclampsia.

“La strategia complessiva della Regione Puglia  - ha continuato Emiliano - su questa materia è contemporaneamente emozionante ma anche particolarmente difficile. Nel 2016 in Italia ci sono stati meno di mezzo milioni di nuovi nati, quindi il minor numero di nati della storia del nostro paese. È una notizia drammatica che ha spiegazioni di natura politica. In questo momento, per ragioni che sono chiare a tutti, l’idea di fare dei figli in questo paese viene considerato quasi un azzardo. Questo però implica che quelle gravidanze che invece vengono iniziate, diventino preziose per la comunità ma anche sempre più difficili perchè l’età del concepimento diventa sempre più avanzata. Serve dunque una medicina di eccellenza che tuteli la salute del feto e tuteli la salute delle gestanti. La Puglia si è dotata di un sistema di medicina fetale che è uno dei pochissimi in Italia ad un livello di straordinaria eccellenza che consente le diagnosi prenatali e delle malattie fetali in modo da dare massima sicurezza a tutti i nascituri e alle loro mamme”. 

“Vogliamo raccontare alle donne pugliesi – ha detto il direttore del Dipartimento Politiche della salute della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti - che esistono in Puglia metodologie e gruppi di lavoro che salvaguardano la loro salute e quella dei loro nascituri. Ciò che è stato fatto infatti tra Asl Bari e Policlinico è importante perchè nella nostra regione si riesce finalmente a salvaguardare la salute di entrambi. Stiamo quindi dando al sistema sanitario regionale un supporto importante che spesso si immagina venga erogato solo in altre regioni. In realtà ciò che stiamo facendo in Puglia viene fatto in modo tale da essere di rilievo a livello nazionale”.

Attualmente il test si effettua presso l’Unità operativa di Medicina fetale, con sede presso l’ospedale Di Venere di Bari e articolata presso il Sarcone di Terlizzi. Entro l’estate 2017 sarà possibile effettuare il test anche presso i principali sei ospedali regionali (uno per provincia), successivamente sarà esteso agli altri ospedali.

Il Centro di riferimento regionale Medicina fetale infine dovrà anche raccordarsi con le altre Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia della regione per l'implementazione dei pacchetti di prestazioni sanitarie, approvati con lo stesso provvedimento, sempre nell'ottica di garantire una reale presa in carica della donna nel periodo di gravidanza e offrirne la massima tutela. Il tutto anche per garantire alle donne  massima trasparenza e conoscenza di ciò che occorre fare in determinate situazioni a rischio.

Le prestazioni sanitarie sono state dunque raggruppate in cinque pacchetti per 1) lo screening del primo trimestre per le malattie cromosomiche ( S. di Down) e la preeclampsia 2) le gravidanze ad alto rischio per aneuploide 3) le gravidanze ad alto rischio di patologia

congenita fetale 4) le gravidanze gemellari monocoriali e infine il pacchetto 5) per le gravidanze ad alto rischio di preeclampsia e restrizione della crescita fetale.

 

 



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