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Bari, un incontro sulle malattie infiammatorie croniche intestinali: 'Colpiscono i giovani, fondamentale individuare i sintomi'

L'evento è organizzato dall'Unità Complessa Operativa di Gastroenterologia di Trani diretta dal professor Francesco William Guglielmi

Pubblicato in Salute il 03/11/2017 da Giuseppe Bellino

Sono poco conosciute, colpiscono soprattutto i giovani e possono limitare la vita del paziente. Le IBD (Inflammatory Bowel Diseases - malattie infiammatorie croniche intestinali) sono al centro del quarto incontro biennale organizzato dalla Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia di Trani in programma oggi e domani all’Hotel Palace di Bari.

Si calcola che in Italia circa duecentomila persone siano oggi affette da queste patologie. Negli ultimi 10 anni la diagnosi di nuovi casi e il numero di ammalati sono aumentati di circa 20 volte. I sintomi principali sono diarrea, dolori addominali, sanguinamento rettale, perdita di peso e astenia (Sensazione di esaurimento fisico).

“Gli obiettivi di questo congresso – spiega il prof. Francesco William Guglielmi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia di Trani -, sono quelli di far luce su patologie che interessano i giovani e rendono difficoltose le attività lavorative e di studio. Le malattie infiammatorie intestinali croniche possono coinvolgere la parte intestinale comportando sintomi importanti che limitano le possibilità di vita dei malati. L’intento è quello di guardare alle modificazioni precoci della struttura intestinale che precedono il manifestarsi del quadro clinico tipico delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Tali modificazioni possono precedere il danno mucosale ma forse possono persistere anche quando si realizza la “guarigione mucosale”. E questo potrebbe dare ragione delle inspiegabili e spesso inattese recidive di malattia che caratterizzano circa il 30% delle casistiche”.

 

L’incontro, articolato in quattro sessioni e che vedrà la presenza di relatori internazionali e un ospite internazionale, vuole puntare lo sguardo verso aspetti non ancora visibili, ma che certamente rappresenteranno il futuro. Le IBD rappresentano una grossa fetta dell’attività lavorativa dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia di Trani che è considerata uno dei poli di eccellenza e di attrazione regionale per le patologie gastroenterologiche. Su circa 500 pazienti seguiti le IBD rappresentano il 10% dei ricoveri ospedalieri acuti, il 30% delle visite ambulatoriali, e il 27% dei Day-Service. Le terapie biologiche infusionali realizzate in via ambulatoriale hanno interessato un numero considerevole di pazienti con oltre 2133 sedute infusioni dal 2008 al 2016.

“Grazie all’attivazione di questi percorsi – continua il prof. Guglielmi -  è stato possibile ridimensionare il numero dei ricoveri ospedalieri inappropriati aumentando, in modo proporzionale, le prestazioni ambulatoriali e realizzando una sensibile riduzione dei costi economici ed un miglioramento della qualità di vita di questi pazienti”.

Quanto conta la prevenzione? “Credo che bisogna guardare con molta attenzione i sintomi principali che anticipano le malattie – conclude il professor Guglielmi -. C’è bisogno di una sinergia tra medici generici e specialisti gastroenterologi. In questo modo sarà più facile individuare pazienti che presentano piccoli fastidi per lungo tempo. In quel caso sarà necessario rivolgersi agli specialisti che riusciranno ad arrivare ad una diagnosi di malattia certa e precoce”.

 

 

 



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