Martedì, 17 Ottobre 2017 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

DDL sulle Asl: 'No allo scorporo con il Policlinico', le famiglie dei bambini malati chiedono di avere voce

@ilikepuglia.it ospita testimonianze e riflessioni

Pubblicato in Salute il 03/10/2017 da Teresa Salerno

Nel silenzio (e spesso nel dolore) sono migliaia le famiglie di pazienti in tenerissima età, e con complicazioni fisiche importanti, che in queste ore apprendono di riassetti organizzativi del sistema sanitario regionale in conseguenza dell’applicazione del disegno di legge sulle Asl, e si sentono tagliate da fuori da un destino che potrebbe avere conseguenze pesanti sulle loro vite. Ci riferiamo in particolare alla nascita della nuova azienda ospedaliera “Giovanni XXIII” con il conseguente distaccamento dal Policlinico di Bari.  @ilikepuglia.it ha deciso di dare spazio alle loro voci nello spirito di un contributo partecipativo che riteniamo fondamentale in tutte le politiche. Ovviamente, citeremo solo i nomi di battesimo degli intervistati, perché alla privacy dei piccoli pazienti ci teniamo più di ogni cosa.

“Contare su una entità unica e collegata, in grado di assistere i nostri figli dal momento in cui nascono e durante tutta la fase delicatissima della crescita e della prima infanzia, è vitale. Perché parliamo di patologie gravi, importanti o rare come nel caso di mia figlia”. A parlare è Vito, papà di una splendida bimba di 19 mesi che, affetta da una grave patologia rara che interessa i globuli rossi, ha ricevuto per lungo tempo assistenza e cure nel reparto di Neonatologia del Policlinico di Bari diretto dal prof. Nicola Laforgia grazie anche al lavoro gestito in team con il reparto di Ematologia del “Giovanni XXIII” da cui attualmente è seguita. “Nel dramma – aggiunge Vito – quella vissuta nel reparto del prof. Laforgia è stata una esperienza bellissima, che ci ha insegnato il valore dell’amore incondizionato e disinteressato. La disponibilità e il sostegno ricevuto allora, e le attenzioni che continuiamo a ricevere oggi, ci hanno fatto riacquistare fiducia nel prossimo. Ecco perché riteniamo indispensabile dare un contributo al dibattito di queste ore. In ballo c’è il futuro di piccoli innocenti che non hanno voce. Noi abbiamo il dovere di parlare per loro e lottare per impedire che questa riorganizzazione sia un ennesimo disastro che si abbatte sul destino dei pazienti”.

“Personalmente trovo la divisione un grosso errore – incalza Daniela -  per esempio, ho scelto il Policlinico per dare alla luce mio figlio proprio perché di fronte alla Ginecologia I si trova la Neonatologia. Al momento del parto, erano le 00.08, fuori dalla sala travaglio c'era già un neonatologo pronto ad intubare mio figlio nato piccino e i due reparti erano costantemente in contatto per lavorare su una tempistica pronta ed efficace per mantenere in vita il mio bambino. Se così non fosse stato, il mio piccolo non sarebbe sopravvissuto 142 giorni. A causa di complicazioni è stato necessario poi avvalersi della consulenza esterna del “Giovanni XXIII” e del suo pregiatissimo dottor Paradies. La tempistica per ovvie ragioni non è stata celere, poiché si aspettava sempre una consulenza esterna. Se il tutto fosse stato unificato non avremmo aspettato nemmeno un'ora. Trovo imbarazzante che la politica veda tutto come "dei conti da far quadrare", incurante delle necessità di bambini già fortemente provati dalla vita”. (continua)



loading...