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Sanità, pubblicati i risultati PNE: migliora la Puglia. Emiliano: 'I dati premiano le scelte del piano di riordino'

Nell'area cardiologica si registra una riduzione della mortalità a 30 giorni dopo infarto miocardico acuto

Pubblicato in Salute il 02/05/2018 da Redazione

I risultati del Programma Nazionale Esiti presentati a Roma certificano i progressi nella qualità dell'assistenza compiuti dalla Sanità pugliese, che consolidano il trend in miglioramento degli indicatori di esito delle cure in tutte le aree cliniche esplorate, come riconosciuto anche dal Presidente e dal Direttore Generale di AGENAS.

"Quando sono diventato presidente, la sanità pugliese era in rianimazione - ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - adesso non è ancora in grado di camminare come potrebbe, ma è migliorata tantissimo. Eravamo penultimi nella classifica dei LEA, i livelli essenziali di assistenza, adesso siamo risaliti di ben 14 punti, il nostro punteggio è 169, quindi tra le regioni adempienti ben oltre la metà della classifica. Siamo tra le prime regioni del centro sud e oggi abbiamo avuto un'ulteriore conferma sulla qualità degli esiti dei singoli atti chirurgici e medici, dell'efficienza dei singoli ospedali, degli eventuali piani di rientro. Questa classifica mostra dei chiari miglioramenti, anche se partivamo talmente indietro che siamo ancora affaticati in alcuni settori. Questi risultati premiano il piano di riordino, che diminuisce gli ospedali, concentra i reparti e aumenta la casistica che addestra i medici, perché più operazioni fai, più diventi bravo".

Il presidente Emiliano ha colto anche l'occasione per ribadire che "non ci sono stati tagli in sanità, abbiamo solo utilizzato diversamente i soldi, nell'esclusivo interesse pubblico. La vulgata è che si chiudono gli ospedali, ma è un messaggio sbagliato, perché stiamo chiudendo strutture non efficienti e insicure per dare al cittadino ospedali di adeguato livello. La riqualificazione della spesa è la chiave del ragionamento, perché stiamo allocando le risorse dove servono, senza alcun taglio o disabilitazione, ma rispettando la centralità del paziente per offrirgli i servizi migliori. Ricordo che la Puglia deve cogliere gli stessi obiettivi dell'Emilia Romagna con 15mila addetti in meno e 800milioni l'anno in meno dal fondo sanitario nazionale: nonostante ciò abbiamo abbiamo fatto crescere le nostre performance. Questo trend che oggi viene attestato dai dati ancora non si vede nelle corsie, ma esiste, e col tempo verrà anche percepito. Siamo infatti convinti che l'anno prossimo i dati miglioreranno ulteriormente e con essi anche la percezione che ha il paziente".

Migliora la tempestività di intervento chirurgico sulle fratture del collo del femore sopra i 65 anni di età, essenziale per ridurre gli esiti negativi dopo il trauma e consentire il migliore recupero funzionale: se nel 2010 solo il 14% dei pazienti pugliesi veniva operato entro due giorni, nel 2016 la proporzione di interventi tempestivi è del 49%. osservando i risultati dei dieci migliori ospedali italiani per questo indicatore, ben due sono pugliesi: l'ospedale Di Venere di Bari, che è quinto in ordine di frequenza con una percentuale del 95% e l'ospedale di Francavilla Fontana che raggiunge il 93%. Sono 5 le strutture pugliesi che superano il 70% (Castellaneta, Scorrano, Ostuni, Policlinico di Bari e Vito Fazzi di Lecce).

Nell'area cardiologica si registra una riduzione della mortalità a 30 giorni dopo infarto miocardico acuto, che passa dall'11% del 2010 al 9% nel 2016. Sono ben sedici i reparti dove si riscontra una mortalità più bassa della media nazionale dell'8%, con le migliori performance ascrivibili all'Ospedale di Bisceglie, agli Ospedali Riuniti di Foggia e all'ospedale di Gallipoli. Questo indicatore, secondo AGENAS, misura la qualità  dell'intero processo assistenziale del paziente con infarto, a partire dall'accesso ai servizi di emergenza, testimoniata anche dalla riduzione del 3% dell'insorgenza di complicanze maggiori cardiovascolari a un anno dalla malattia.

Questo risultato è legato alla definizione di percorsi clinici che hanno determinato l'incremento della percentuale di pazienti trattati con angioplastica coronarica entro 48 ore dal 28% del 2010 al 42% nel 2016.

L'ottimizzazione dei nodi della rete ospedaliera è testimoniata dall'incremento del 15% della proporzione di colecistectomie trattate appropriatamente in reparti con attività superiore a 90 interventi annui, indicatore che raggiunge quota 97% nel 2016. Il 66% dei pazienti in Puglia ha oggi una degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni, contro il 50% del 2010. Nel 2016 il 33% degli interventi è stato eseguito in regime di day surgery, mentre la percentuale era appena dell'8% nel 2010.



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