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Tumori, in Puglia 20mila nuovi casi all'anno. Parte da Bari la presentazione dell'accordo per migliorare la cura dei pazienti

Un vero e proprio programma politico in 15 punti sulle malattie oncologiche ed onco-ematologiche per migliorare la presa in carico dei pazienti nell’ottica della sostenibilità del Sistema

Pubblicato in Salute il 02/02/2018 da Redazione

La Puglia ospita la prima tappa del tour di presentazione dell’Accordo di Legislatura tra le Associazioni dei pazienti che aderiscono al movimento “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e i politici nazionali e regionali aderenti agli Intergruppi parlamentari e consiliari coinvolti nell’iniziativa.

Una vera e propria agenda per i prossimi 5 anni, che indica i 15 punti fondamentali per migliorare l’assistenza dei pazienti oncologici e onco-ematologici, delineare un percorso di cura ottimale e ottimizzare la loro presa in carico e cura. Il documento, trasmesso alle segreterie di tutti i partiti nazionali, si propone come una bussola per orientare i legislatori impegnati sui temi oncologici a livello nazionale e regionale.

“Il paziente oncologico esige politiche sanitarie attente e soprattutto dedicate. È un suo diritto e l’Accordo di Legislatura indica 15 punti per dare risposte efficaci ai principali bisogni – afferma Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna Onlus – come associazioni pazienti è nostro compito verificare che l’Accordo di Legislatura possa realizzarsi nel rispetto dei vincoli e della sostenibilità del nostro Sistema Sanitario”.

Tra gli obiettivi strategici proposti dalle Associazioni, il Piano Oncologico Nazionale (scaduto nel 2016 e non ancora rinnovato), l’istituzione delle Breast Unit su tutto il territorio nazionale, l’approccio multidisciplinare (GPI), la redazione di PDTA (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali). 
E ancora: i Centri Accoglienza e Servizi, il fondo per i farmaci oncologici innovativi, i test diagnostici e l’accesso agli studi clinici, l’istituzione della figura dello psico-oncologo, e le disparità regionali di accesso alle cure, le campagne di comunicazione sugli screening oncologici e gli stili di vita, la lotta alle fake news. 

Ma il cardine dell’accordo e la grande priorità per la prossima legislatura riguarda l’attuazione delle Reti Oncologiche ed Ematologiche, al momento attivate solo in 6 Regioni (Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Valle d’Aosta, Umbria): solo nella prospettiva della Rete, infatti, è possibile fornire un’assistenza veramente universale, livellando le disparità di trattamento, riducendo i tempi d’attesa dei pazienti e migliorando la loro presa in carico, al fine di assicurare qualità, continuità e omogeneità al percorso terapeutico.

E per identificare in modo capillare le necessità dei pazienti, è stata realizzata una survey qualitativa/quantitativa sulla realtà oncologica e onco-ematologica della Puglia, dove è presente l’Intergruppo consiliare “Insieme per un impegno contro il cancro” dedicato alla tutela dei diritti dei pazienti onco-ematologici e costituitosi nell’ambito del movimento. L’indagine ha coinvolto specialisti delle Oncologie ed Ematologie e Associazioni pazienti presenti sul territorio.

In Puglia l’incidenza della malattia oncologica presenta marcate differenze sia rispetto al dato nazionale sia tra le 4 macro aree interne: ogni anni sono circa ventimila i nuovi casi di tumore, nel Salento l’incidenza dei tumori maschili al polmone e alla vescica è la più alta d’Italia e in particolare nella provincia di Taranto i tumori infantili sono più numerosi del 30% rispetto alle altre provincie pugliesi. Nella BAT i nuovi casi di tumore al fegato, sempre tra gli uomini, superano del 13% la media nazionale.

“Dalle risposte emerge un quadro complessivo incoraggiante, per la presenza di Gruppi Multidisciplinari di Patologia attivi in numerosi Centri - dichiara Vito Lorusso, Direttore U.O.C. Oncologia Medica, Istituto Tumori G. Paolo II, Bari -. Esiste un’offerta oncologica giudicata di buon livello su tutto il territorio, con alcuni aspetti che devono essere perfezionati. L’istituzione della struttura organizzativa di coordinamento dell’attività dei Centri Oncologici avrà un impatto positivo sia attraverso l’implementazione dei Gruppi Multidisciplinari, sia soprattutto dei PDTA con valenza regionale”.

I punti critici maggiormente condivisi da oncologi e pazienti pugliesi che saranno portati all’attenzione delle istituzioni regionali sono: la scarsa interazione tra i Centri e la carenza di risorse umane e organizzative. In particolare la survey sottolinea l’assenza di data manager/data entry e di software per la gestione del paziente, per l’analisi dei dati relativi alla malattia e per i controlli di qualità. La survey ha inoltre evidenziato la necessità di istituire e mettere in rete i Centri di Orientamento Oncologico (CORO) e d’implementare il settore della Biologia Molecolare, rendendolo più omogeneo.

“L’Accordo di Legislatura ispirerà la nostra strategia per i prossimi 5 anni, mentre i risultati della survey condotta in Puglia ci forniscono preziose indicazioni anche in ambito nazionale – osserva Annamaria Mancuso – il nostro movimento si sta consolidando come interlocutore di riferimento delle istituzioni per sulla tutela dei pazienti oncologici. Anche nel corso della prossima legislatura continueremo ad essere un laboratorio di proposte per la politica nazionale e regionale”. 



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