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Vaccini, Nicola Laforgia dopo le dimissioni: 'Pericoloso alimentare polemiche, istituzioni lavorino al fianco dei medici'

Il primario di Neonatologia e presidente Sip: "Basta mandare messaggi ambigui e aprire le porte istituzionali ai ‘no vax’"

Pubblicato in Salute il 01/09/2017 da Giuseppe Bellino

La questione vaccini continua a tener banco in Puglia. A far discutere è stata la presa di posizione del governatore Michele Emiliano, che qualche giorno fa ha promesso sostegno giuridico ai genitori che faranno ricorso contro la legge che impone dieci vaccini obbligatori. 
Una scelta che ha colpito la comunità scientifica ed in particolare Nicola Laforgia, primario di Neonatologia e presidente della Società Italiana di Pediatria. Poco dopo l’annuncio di Emiliano, il professore ha deciso di lasciare la commissione regionale vaccini.

“Sono piuttosto inselvaggito – dichiara Laforgia quarantotto ore dopo le dimissioni -, un atteggiamento di questo tipo che arriva dalla massima autorità regionale può generare confusione e rischia di far ridurre le coperture vaccinali. La gente avrà un motivo in più per continuare a sostenere che i vaccini possono provocare problemi. Questo è in contraddizione con lo spirito della legge. Noi pediatri impieghiamo moltissimo tempo per convincere i genitori della necessità dei vaccini”. 

“Ho scelto di rimettere il mandato di componente della commissione regionale vaccini – prosegue - perché ho bisogno di capire se la Regione Puglia vuole procedere nella nostra stessa direzione. Se invece la parte politica è convinta che ci siano dei problemi sulle vaccinazioni deve parlarne chiaramente. Questa è un’ottima legge, come ha spiegato anche la senatrice Elena Cattaneo, perché consente di trovare una soluzione al fatto che le coperture vaccinali si stanno abbassando”.

La legge non è piaciuta al governatore Emiliano, che durante l’incontro con i cittadini contrari all’obbligo vaccinale l’ha definita piena di “errori, vulnus e punti di eccesso che potrebbero lasciare alla Consulta la possibilità di modificare, in tutto o in parte, gli errori commessi dal Parlamento".

Laforgia tuttavia non usa mezzi termini: “Credo che non si possa essere contrari ad una legge del genere in questo momento storico. Alimentare la polemica contribuisce soltanto a dare un nuovo appiglio ai cittadini contrari a quest’obbligo. Tra l’altro in Italia c’era già una legge sulle vaccinazioni obbligatorie, ma era ormai obsoleta e il governo ha deciso di aggiornala.  In questo momento le bufale e la disinformazione che corrono sul web fanno sì che il livello di consapevolezza della gente sia molto basso. Per questo motivo credo che sia necessario ampliare l’offerta di vaccini obbligatori e fare in modo che il tasso di vaccinazioni ricominci a salire”.

La presa di posizione del professor Laforgia ha generato la reazione della comunità scientifica barese, che nella giornata di ieri ha scritto una lettera aperta destinata al governatore Emiliano. I docenti e ricercatori hanno chiesto  “una alleanza virtuosa tra comunità scientifica e istituzioni”.  
Remare nella stessa direzione è possibile? “Valuteremo questa possibilità analizzando le azioni che la regione metterà in campo – conclude Laforgia -. Io ho rimesso il mio mandato e sono in attesa di sapere se le mie dimissioni saranno accettate. È chiaro che resto a disposizione solo se ho la certezza che la commissione vaccini lavori in sinergia con le istituzioni. Tutto cambia se invece si continuano a mandare messaggi ambigui e ad alimentare polemiche, aprendo le porte istituzionali ai ‘no vax’. Dare spazio istituzionale a queste persone significa confondere i cittadini”. 



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