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Ilva, il messaggio di Emiliano al governo: 'Ritiro del ricorso solo quando sarà modificato il Dpcm sul piano ambientale' (VIDEO)

Il governatore pugliese chiede un atto giuridicamente vincolante e rilancia sulla revoca della sospensiva: 'Se la trattativa si blocca, potremmo richiedere una nuova cautelare in corso di giudizio'

Pubblicato in Politica Ambiente il 30/12/2017 da Giuseppe Bellino

Nessun ritiro del ricorso fino a quando non sarà presentato un atto giuridicamente rilevante che modifichi il Dpcm che contiene il piano ambientale Ilva secondo quanto richiesto da Regione Puglia e Comune di Taranto.  È questo il risultato dell’incontro tra gli staff tecnici del governatore Michele Emiliano e del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, per mettere appunto le comuni strategie sulla vicenda Ilva.

“Ora aspettiamo la convocazione del presidente Gentiloni – ha spiegato Emiliano a margine dell’incontro -  al quale consegneremo le ipotesi su cui intendiamo lavorare. Chiediamo al presidente del Consiglio che dia personalmente gli indirizzi di lavoro ai vari uffici tecnici. La sua terzietà è l’unica garanzia del buon proseguimento del lavoro”.


Emiliano si è poi soffermato sulla questione del ricorso al Tar presentato dalla Regione Puglia: “Il ricorso non verrà ritirato sino a quando non sarà trovata una soluzione – ha spiegato il governatore -. Grazie a questa azione il governo ha compreso che non si possono tenere fuori dalla questione Ilva il Comune di Taranto e la Regione”. Il governatore ha poi definito “patetici” i tentativi di “contrabbandare la sospensione della richiesta cautelare come una retromarcia della Regione Puglia: “Per chi non lo sapesse la sospensiva revocata può essere reiterata in qualunque momento. Se la trattativa si blocca, potremmo richiedere una nuova cautelare in corso di giudizio”.

“Questa forza di sostenere una vicenda così complessa – ha proseguito Emiliano - ci è stata fornita soprattutto dai cittadini di Taranto e delle città vicine, che subiscono direttamente le conseguenze degli errori tragici commessi in passato. Per la Regione Puglia, Taranto è una sorta di linea del Piave. Noi non possiamo fare un passo indietro rispetto al nostro diritto-dovere di tutelare la salute dei cittadini tarantini. Siamo consapevoli che esiste il modo per far funzionare un’acciaieria senza che uccida la gente e, con grande disponibilità e approccio scientifico alla decisione politica, stiamo seguendo ogni strada per mettere insieme la salute dei cittadini e le esigenze economiche e strategiche del Paese”.

 Per il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, questa è “una fase storica per il territorio” perché per decenni “quello stabilimento è stato oltre ogni regola”. “Nessuno di noi – ha proseguito Melucci - permetterà in maniera frettolosa che a Taranto si verifichi un’altra era Riva. I nostri tecnici studieranno le carte per consegnare ai dicasteri competenti e alla Presidenza del Consiglio una nostra proposta attorno alla quale costruire il nostro percorso. Se questo avviene in uno spazio di tempo contenuto non ci saranno ulteriori preoccupazioni. Oggi soddisfatti perché è stato un briefing tecnico, siamo consapevoli che l’ultima parola sulla vicenda possiamo darla noi e la Regione”.



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