Mercoledì, 13 Dicembre 2017 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Ilva, Emiliano: 'Il governo cerca un capro espiatorio per il suo fallimento'

Il governatore pugliese da Bruxelles: 'Consiglio a tutti calma e di non seminare panico, non c'è nessun pericolo per la prosecuzione dell'attività produttiva'

Pubblicato in Politica il 30/11/2017 da Redazione



"Invito alla calma. Abbiamo impugnato un atto amministrativo davanti al TAR di Lecce: che questa impugnativa possa avere degli effetti diversi da tutte le altre impugnative che si fanno tutti i giorni nei tribunali amministrativi regionali mi sembra strano. Quindi rivolgo un invito a non creare panico inutile. Se come noi riteniamo il DPCM in questione non tutela la salute dei nostri cittadini noi abbiamo il diritto e il dovere di impugnare quell'atto perché il mandato elettorale che mi è stato conferito è un mandato elettorale a tutela della salute dei cittadini pugliesi e di Taranto, è il mio compito fondamentale”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Bruxelles per il decennale della Rete Nereus, rispondendo ad alcune domande sulla vicenda Ilva. 

"Cercheremo - ha aggiunto Emiliano - di far valere il nostro punto di vista davanti ai giudici visto che, violando la legge, il governo non ha preso in considerazione le nostre osservazioni preliminari al DPCM. Quindi consiglio a tutti calma e di non seminare panico, non c'è nessun pericolo per la prosecuzione dell'attività produttiva, d'altra parte voglio anche ricordare al ministro Calenda che attualmente la vendita non è operativa, l'Unione Europea non ha ancora dato il via libera dopo il controllo sulle concentrazioni industriali. Quindi la situazione odierna non può essere certo cambiata dall'impugnativa della Regione Puglia, del Comune di Taranto del DPCM in questione. Alzare tanto la posta non corrisponde ad un principio di leale collaborazione tra la Regione Puglia e il governo e infatti nel ricorso abbiamo lamentato la slealtà del governo nei confronti della Regione Puglia e dei nostri cittadini".

"Il DPCM rinvia senza ragione - ha dichiarato Emiliano - senza dare giustificazione, l'adempimento già previsto dall'AIA in moltissime prescrizioni ambientali e quindi come è noto dal punto di vista giuridico è impossibile prorogare un termine già scaduto con un atto amministrativo. Quindi questa per noi è una violazione di legge molto grave che sta sacrificando il diritto alla salute. Rinviare questi adempimenti dal nostro punto di vista è una violazione del diritto alla salute. Ma un risultato lo abbiamo già avuto: è bastato minacciare questa impugnativa per avere finalmente dal governo l'inizio dei lavori della copertura dei parchi minerari. Immaginate che tutto il necessario, parlo dei pali in acciaio per la copertura dei parchi minerari, è depositato da due anni presso l'azienda Cimolai che è incaricata della realizzazione della copertura. La domanda che farei a Calenda e a tutti coloro che si stanno lamentando in queste ore della nostra impugnativa è "Come vi è potuto venire in mente di prorogare il termine dell'adempimento delle prescrizioni ambientali già scadute avendo già predisposto tutto il materiale necessario per la copertura dei parchi già da due anni?".

Rispondendo alle domande dei giornalisti Emiliano ha detto: "Temo che questa vicenda dell'aggiudicazione ad ArcelorMittal sia tutta sbagliata. Hanno determinato in questo modo una concentrazione ben superiore alla quota massima che può essere posseduta dallo stesso operatore nel settore dell'acciaio. E forse adesso cercano un capro espiatorio per dare la colpa ad altri del loro fallimento nell'eventualità in cui la commissione europea chieda la dismissione di altre fabbriche e ArcelorMittal non sia disposto a queste dismissioni.
Hanno provato a proporre alla Commissione europea l'uscita dalla cordata della Marcegaglia e abbiamo accertato proprio in questi giorni a Bruxelles, informandoci presso gli uffici competenti, che questa proposta da parte di ArcelorMittal non è stata neanche presa in considerazione dalle autorità europee che, invece, evidentemente chiedono altre dismissioni che attualmente ArcelorMittal non vuole concedere.
Allora se il ministro Calenda, che era stato ampiamente avvertito dalla Regione Puglia del rischio che l'aggiudicazione ad ArcelorMittal superasse la quota massima possedibile, dovesse tentare di dare la colpa a noi e al sindaco di Taranto per il fallimento dell'aggiudicazione della quale si è reso protagonista, ha sbagliato indirizzo".



loading...