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Ilva, Emiliano incontra Calenda: 'No del governo al tavolo con gli enti locali' (VIDEO)

Il governatore al termine della riunione con il ministro: 'Prendiamo atto di questa posizione con rammarico'

Pubblicato in Politica il 30/10/2017 da Redazione

“Il governo ritiene che la presenza della Regione Puglia e del Comune di Taranto non sia necessaria nel tavolo dell'intesa sindacale. Quindi prendiamo atto di questa posizione con rammarico. Il sindacato avrebbe preferito la nostra presenza, ma il governo non la vuole. Quindi il governo si prende la responsabilità di non avere in quel tavolo l'aiuto della Regione e del Comune. È chiaro che noi abbiamo comunque l'obbligo di collaborare con il governo, secondo le forme che il governo sceglierà”.

Così il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine della riunione con il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sulla vicenda Ilva.

“Non so se il governo avrà voglia di discutere con la Regione Puglia su come evolve l'attuazione del piano ambientale e del piano industriale – continua il presidente -. La legge prevede che lo faccia perché le competenze della Regione Puglia sono quelle di verificare gli adempimenti previsti dall'Aia. Quindi, prima o poi dalla Regione Puglia il governo dovrà passare. Aspettiamo quel giorno con rispetto. Io oggi ho fatto un gesto di lealtà verso il governo. Ho offerto la partecipazione della Regione Puglia per la definizione complessiva di questa vicenda. Noi, ancora una volta, siamo stati corretti e abbiamo offerto di condividere questa irresponsabilità”.

“Evidentemente – conclude Emiliano - per ragioni che ancora non sono chiare, il governo preferisce fare da solo. Farà da solo fino a che le sue competenze glielo consentiranno. Quando entreranno nell'orbita delle competenze regionali, noi faremo il nostro dovere. Collaborando, perché la fabbrica continui a funzionare, ma nel rispetto assoluto della salute dei cittadini dell'area perché nel nostro ordine di priorità il diritto alla salute ha un pochino più di importanza del diritto al lavoro e alla produzione e secondo noi possono convivere. E noi cercheremo di lavorare in questa direzione.
Sicuramente impugneremo il DPCM nella parte che riguarda il piano ambientale che assolutamente non ci convince. Ma la discussione con il ministro non ha toccato questo argomento”.



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