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Pd, Michele Emiliano a Bari: 'Questa mozione intende provare a ridare dignità al Sud'

Il governatore durante il suo intervento: 'Noi non abbiamo mai contato le tessere, al massimo i punti del programma'

Pubblicato in Politica il 28/03/2017 da Redazione

“Noi non abbiamo mai contato le tessere, al massimo i punti del programma. Abbiamo provato a cambiare l'atteggiamento del partito con una piattaforma di partecipazione. La nostra è una mozione che cerca le ragioni delle difficoltà in cui si trova il Pd che sembra diventato incapace di stare vicino a chi ne ha bisogno": queste le parole di Michele Emiliano, candidato alla segreteria nazionale del partito democratico, in occasione della presentazione della sua mozione "L'Italia è il nostro partito", a Bari.
 

"Abbiamo il progetto – ha aggiunto - di fare incontrare il popolo italiano che sta fuori del partito con la grandezza chi è dentro il partito. Provate a immaginare la democrazia italiana senza un luogo come il Pd, senza questa dimensione di libertà ed elaborazione comune. Ci sono due modi per vivere: c'è chi lotta e chi non lotta. Chi lotta può anche vincere, chi non lotta ha già perso. Chi aspetta di essere salvato da qualcuno a Roma, allora ha perso sicuro. Può succedere che quello a Roma ha un altro pensiero, non ascolta nessuno e tutte le nostre aspirazioni cadono in un secondo, in un programma tv. Improvvisamente ha cambiato idea da solo. Da soli, qua, non si può cambiare idea.
Qui, stasera, la Puglia presenta la sua mozione all'Italia: sia orgogliosa di se stessa, non si faccia impigliare in ragionamenti piccoli come a volte ha fatto il Sud. Lanciare una proposta all'Italia intera significa farsi rispettare, evitare di essere acquistati, uno per uno, in cambio di piccole cose, di piccoli poteri. Questa è una mozione che intende provare a ridare dignità al Sud, senza svendere nulla, senza piegare la schiena”.

“Noi non ci divideremo dopo il congresso – ha continuato Emiliano -. Non sono rimasto dentro il partito per dividerlo dopo le primarie. Sia chiaro, però, che le primarie non sono una prova muscolare: un partito resta un luogo dove le minoranze hanno un ruolo e dove la  maggioranza si fa garante della minoranza. Queste sono regole sono centrali.
Stiamo rischiando di consegnare l'Italia a una maggioranza di populismi anomala, che potrebbe obbligare i 5 stelle e Salvini a collaborare per il governo del Paese.
Noi dobbiamo avere un'idea precisa prima delle elezioni sul ruolo del Pd e dare all'Italia un minimo di certezze. Questa mozione è l'unica che dialoga con tutti (tranne che con la destra) e che può ricostruire il centrosinistra in modo ampio; è l'unica che può dialogare con le liste civiche e l'unico strumento di governo dell'Italia. È l'unica mozione che può provare a far vincere al Pd le prossime elezioni”.
“Dobbiamo dare energia a questo tentativo, che non è mio personale – ha concluso il governatore pugliese -.  Io sono presidente della Puglia e rimarrò presidente, fino all'ultimo anno del mandato e devo fare anche il secondo...Se vanno a votare tutte le persone che non votano più Pd, noi le primarie le possiamo vincere. Se passa l'idea che il "renzismo" così come è nato, con i 2 euro delle primarie, con 2 euro lo possiamo archiviare".



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