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Puglia, Michele Emiliano attacca l'Ilva: 'L'azienda risarcisca Taranto. Non possiamo ripulire la città con soldi pubblici'

Il governatore pugliese a 'Omnibus': 'Ci auguriamo di poter partecipare al tavolo con i sindacati per definire sia il piano industriale, sia il piano ambientale'

Pubblicato in Politica Ambiente il 27/10/2017 da Redazione

“La quantità di polveri che si alza dai parchi minerari e che arriva sul quartiere Tamburi e su tutta Taranto è enorme. Se andiamo sulla terrazza di una di quelle case, quelle polveri le prendiamo con le mani. Le polveri sottili di cui parliamo sono più pericolose di quelle che obbligano i sindaci del nord a sospendere la circolazione del traffico, sono mortali, in quanto contengono sostanze cancerogene come diossine, Ipa e metalli pesanti”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante la trasmissione ‘Omibus’ andata in onda su La7.

“Spingeremo il Comune di Taranto – continua il governatore - a chiedere un risarcimento immediato all’Ilva, perché ha sporcato tutta la città. I cittadini e l’amministrazione di Taranto hanno dovuto ripulirla da tonnellate di polvere volate via. Non possiamo ogni volta ripulire con soldi pubblici lo sporco che ci manda l’Ilva. In questo caso lo sporco è un veleno che uccide le persone. L’Organizzazione mondiale della sanità ha detto che il numero di morti che produce l’inquinamento, in particolare da polveri sottili, è la principale causa di morte dell’umanità. Taranto sopporta da 50 anni, per conto del Paese intero, questo carico”.

“Ci auguravamo – prosegue Emiliano - che nel passaggio in cui Riva viene processato e passa l’Ilva in altre mani, partisse la decarbonizzazione della fabbrica, perché esistono possibilità di produrre acciaio senza l’utilizzo del carbone. Eravamo convinti che avrebbe acquistato la fabbrica chi aveva l’idea di produrre l’acciaio con modalità diverse. Bondi e Ronchi, che erano i commissari dell’Ilva, probabilmente sono stati fatti fuori da quel ruolo perché avevano in mente lo stesso progetto della Regione Puglia, di decarbonizzare l’Ilva.  Anche perché in Puglia sta arrivando una valanga di gas con cui potremmo farlo e salvare la vita dei nostri bambini”.

“Quando chiedo di essere presente al tavolo in cui bisognerà discutere su piano industriale e piano ambientale – conclude Emiliano -, il ministro Calenda risponde che la legge non prevede la presenza del presidente della Regione Puglia e del sindaco di Taranto. Ma la legge certamente non vieta la nostra presenza. Infatti noi siamo presenti in tutte le altre vertenze di lavoro che riguardano la Puglia, ma non al tavolo Ilva. Il sindacato sta facendo uno sforzo per consentire al presidente della Regione e al sindaco di essere presenti al tavolo, mi auguro che Gentiloni e Calenda si rendano conto che vicende come questa non si possano affrontare nel silenzio di una trattativa tra governo e sindacati, come se la salute dei miei cittadini non fosse coinvolta in questa vicenda. Ci auguriamo di poter partecipare al tavolo con i sindacati per definire sia il piano industriale, sia il piano ambientale”.



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