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Puglia, M5S presenta pdl su nomine e designazioni di competenza regionale: 'Introduciamo procedura più trasparente'

La proposta prevede una distinzione tra le nomine e le designazioni di competenza della Giunta Regionale e quelle di competenza del Consiglio

Pubblicato in Politica il 26/03/2018 da Redazione

“Questa proposta di legge introduce una nuova procedura più trasparente e meritocratica per le nomine e le designazioni di incarichi di competenza regionale”. Lo dichiara la consigliera Antonella Laricchia, prima firmataria della proposta di legge presentata dal M5S "Norme in materia di nomine e designazioni di competenza della Regione”.

 

La proposta prevede una distinzione tra le nomine e le designazioni di competenza della Giunta Regionale e quelle di competenza del Consiglio. Per le nomine di competenza del Consiglio Regionale, è previsto un passaggio preliminare dalla commissione consiliare competente, che stabilisce i requisiti che deve possedere la figura oggetto della nomina ed esamina le candidature pervenute. I candidati ritenuti idonei dalla Commissione sono poi valutati dal Consiglio con voto limitato dei singoli consiglieri regionali. Per le nomine di competenza della Giunta, invece, è previsto un parere preventivo obbligatorio della Commissione Consiliare competente su una rosa di candidati. La Giunta nell’atto di nomina deve poi indicare se le osservazioni della Commissione siano state accolte e, in caso contrario, fornire le motivazioni del mancato accoglimento. La proposta di legge inoltre prevede che entro il 30 settembre di ogni anno sia pubblicato un elenco delle nomine o designazioni da effettuare nell’anno successivo, indicando anche i requisiti richiesti, le incompatibilità e i compensi previsti. Analogamente, entro il 31 marzo di ogni anno si  dovrà pubblicare un registro con gli incarichi conferiti l’anno prima.

“Vogliamo liberare questi incarichi dalle ingerenze politiche - spiega Laricchia - e proponiamo che non possano essere conferiti a chi  abbia avuto incarichi direttivi o esecutivi regionali o nazionali in partiti e movimenti politici e neanche ai candidati non eletti alle elezioni regionali, per i cinque anni successivi all’elezione stessa. In questa maniera, le nomine politiche si affrancano dalle logiche elettorali, o peggio clientelari, alla base del degrado della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Con questa proposta, le uniche logiche da seguire sono quelle della meritocrazia e professionalità, per garantire una reale e percettibile efficacia nell’attività della pubblica amministrazione”.

 



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