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Reddito di Dignità, accordo tra maggioranza e opposizione sugli emendamenti

Il provvedimento è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario dei Cor, e l’astensione del M5s, Area Popolare e Forza Italia

Pubblicato in Politica il 24/02/2016 da Redazione

 La III e la VI Commissione consiliare hanno approvato oggi il disegno di legge che disciplina il Reddito di Dignità (ReD) e ) e le politiche per l’inclusione sociale attiva. Adesso tocca al Consiglio regionale  approvare definitivamente il disegno di legge.

 

Il provvedimento è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario dei Cor, e l’astensione del M5s, Area Popolare e Forza Italia.

 

L’assessore regionale al Welfare Salvatore Negro ha espresso soddisfazione per l’approvazione da parte della Commissioni del ddl sul Reddito di dignità, “approvato con il contributo di merito della maggioranza ma anche delle forze di opposizione”. “Infatti – ha sottolineato Salvatore Negro – alcuni emendamenti tecnici sono stati accolti perché non mettevano in discussione l’impianto complessivo e le strategie della misura”.

 

 

Il ReD rappresenta una misura di integrazione del reddito, considerata uno strumento di contrasto alla povertà assoluta e un programma di inserimento sociale e lavorativo in cui l’indennità economica è accompagnata da un patto di inclusione sociale attiva che il nucleo familiare beneficiario, attraverso un suo componente, stipula con i servizi sociali locali e che è tenuto a rispettare. Il patto è differenziato a seconda delle caratteristiche individuali e finalizzato alla presa in carico complessiva del nucleo familiare. Obiettivo è fornire mezzi sufficienti per una vita dignitosa e favorire l’inclusione lavorativa e sociale delle persone e delle famiglie in condizione di povertà.

 

 

“La Puglia è la prima Regione del Mezzogiorno e tra le poche in Italia ad avere anticipato con questa misura di contrasto alla povertà la legge nazionale – conclude Negro - Un impegno importante per aiutare quelle migliaia di famiglie pugliesi che vivono in una condizione di fragilità attraverso un sistema di sostegno al reddito, non assistenzialista, ma al contrario legato ad un percorso di inclusione e di riattivazione verso il mercato del lavoro”.