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Attribuzione seggi in Puglia, Laforgia (LeU): 'Violati i principi costituzionali di sovranità popolare e uguaglianza'

L'avvocato barese: 'L’applicazione che è stata fatta della legge elettorale attribuisce al collegio di Bari 5 deputati, rispetto ai 6 previsti dalla legge'

Pubblicato in Politica il 22/03/2018 da Redazione

“Sono stati violati i primi tre articoli della Costituzione repubblicana, quello che sancisce la sovranità popolare, quello che attribuisce a tutti i cittadini uguale dignità e il principio di uguaglianza. È accaduto che nella stessa regione e con riferimento alla medesima legge elettorale, l’ufficio centrale elettorale, abbia deciso in modo opposto per la Camera e per il Senato”.

Così Michele Laforgia, candidato Liberi e Uguali alla Camera, durante una conferenza stampa sull’attribuzione dei seggi in Puglia.

“L’applicazione che è stata fatta della legge elettorale attribuisce al collegio di Bari 5 deputati, rispetto ai 6 previsti dalla legge, e al collegio di Legge 9 (7 quelli attribuiti dalla legge) – continua l’avvocato barese -. Questa per noi era già una violazione gravissima dei principi della democrazia e della rappresentanza dei territori. Poi è successo l’inverosimile, che nella stessa regione, nella stessa Corte d’Appello, nello stesso collegio, al Senato è stata applicata la legge come secondo noi doveva essere applicata, cioè salvaguardando il numero dei seggi in base alla popolazione. Un caso unico in Italia che a noi pare un assurdo e che viola i principi di ragionevolezza, di uguaglianza, di pari dignità”.

 

“È una questione che non riguarda me o Leu – ha proseguito Laforgia -, ma i cittadini e le istituzioni di questo territorio, di Bari e della Puglia, perché la rappresentanza del territorio è un bene di tutti, non è un bene politico. Qui accanto a me dovevano esserci il sindaco di Bari e il presidente della Regione, ma nessuno sembra essersi preoccupato del fatto che i cittadini di Bari avranno un deputato in meno. Questa legge elettorale ha frantumato i criteri della rappresentanza. Non è una cosa che si possa accettare semplicemente con una alzata di spalla. E questo ha responsabilità precise di chi ha licenziato questa legge elettorale incostituzionale. Il rischio è quello di riprodurre il meccanismo del vecchio Parlamento, con una rappresentanza inficiata alla base dal fatto di essere stata eletta con una legge incostituzionale”.



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