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Bari, ecco la 'Casa del cittadino': una piattaforma di e-democracy per decidere insieme il futuro della città

Camere di discussione informata, laboratori di co-progettazione e piattaforme di azionariato popolare saranno alcune delle funzioni ospitate sulla piattaforma

Pubblicato in Politica il 21/08/2017 da Redazione

Rivoluzionare il rapporto tra amministrazione e cittadini attraverso strumenti in grado di favorire il dibattito pubblico e promuovere un dialogo più proficuo tra istituzioni e portatori di interesse locali. È questo l’obiettivo della ‘Casa del cittadino’, il progetto ideato dalla ripartizione Innovazione tecnologica del comune di Bari attraverso le risorse del PON Metro.

Un sistema complesso che mira a regolare e codificare i processi partecipativi nella città di Bari, attivando ambienti di discussione virtuali sui principali temi dell'agenda urbana e fornendo strumenti tangibili ai cittadini per esprimere e far pesare le proprie opinioni (petizioni online, consultazioni certificate, crowdfunding civico).


"Il progetto Casa del Cittadino rappresenta il cuore dell'Agenda Digitale del Comune di Bari 2016-2018 - commenta soddisfatto l'assessore all'Innovazione tecnologica Angelo Tomasicchio - che sin dal principio ha previsto il pieno coinvolgimento di cittadini e stakeholders nella sua redazione. Ovunque si avverte una forte domanda di informazione e partecipazione civica ai processi decisionali che non solo non può essere ignorata ma ha necessità di essere valorizzata e, soprattutto, codificata per evitare che i luoghi di discussione pubblici diventino occasioni di autocelebrazione per taluni e che le istanze popolari si perdano per strada. Il nostro obiettivo è quello di restituire maggiore protagonismo agli attori territoriali socialmente impegnati, attraverso forme di democrazia diretta e non mediata".

La "Casa del cittadino" sarà la piattaforma di e-democracy del Comune di Bari. Sarà pienamente integrata nel portale comunale e garantirà il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza digitale a quanti vorranno esprimere il proprio punto di vista sulle scelte dell'amministrazione, elaborare proposte in forma singola o collaborativa e/o candidare un'idea o un progetto di città.

Perché la "Casa del Cittadino" non sarà semplicemente uno strumento di consultazione popolare bensì un'occasione di attivazione dal basso di idee e co-progettazione.

Camere di discussione informata, laboratori di co-progettazione, sondaggi tematici, e-petitioning, piattaforme di azionariato popolare (crowfunding civico) saranno alcune delle funzioni ospitate sulla piattaforma che avrà il compito di aggregare e organizzare le istanze per renderle attuabili in forma collaborativa.


Non a caso la piattaforma sarà agganciata al programma di valorizzazione civica dei beni comuni avviato nel 2015 dall'amministrazione comunale con l'approvazione del nuovo Regolamento. Il sistema potrà interrogare i cittadini su tutti gli ambiti dell'azione amministrativa: dall'urbanistica all'ambiente, passando per la scuola, il welfare e la cultura.

"Ciò che conta è condividere un piano di engaging, come direbbero gli anglosassoni - continua Tomasicchio- ossia stabilire regole e linguaggi attraverso i quali esprimere il proprio impegno e rivendicare un corretto protagonismo civile. In questi anni i social network hanno erroneamente supplito gli strumenti di e-participation, alimentando troppo spesso confusione, se non conflitto, su temi di interesse comune che avrebbero meritato più informazione e attenzione. La complessità dei problemi socio-economici e ambientali di una città richiede competenze interdisciplinari e una serie di risposte diversificate (tecniche, normative, economiche, sociali, culturali, gestionali) che solo una comunità in rete è in grado di fornire. Siamo certi che Bari sia pronta ad accogliere la sfida di una partecipazione più matura, collaborativa e finalizzata". 



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