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Il Movimento 5 Stelle presenta la piattaforma politica 'Rousseau': 'Così restituiamo potere ai cittadini'

Sono oltre 2.200 i parlamentari, sindaci e consiglieri pentastellati eletti dalla rete

Pubblicato in Politica il 20/11/2017 da Redazione

“Il futuro della politica e della democrazia italiana passa da strumenti come “Rousseau”, l’innovativa piattaforma di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle che oggi permette a tutti i nostri iscritti di partecipare attivamente alla vita politica scegliendo i nostri candidati ad ogni livello istituzionale, presentando proposte di legge o proponendo modifiche a proposte esistenti, avviando azioni condivise sul territorio, accedendo a corsi di formazione o a strumenti per la tutela legale garantita dallo “Scudo della rete” o, presentando e condividendo progetti di pubblica utilità.”  È quanto hanno affermato a Bari portavoce nazionali e locali del Movimento 5 Stelle sul “laboratorio politico digitale” frequentato ogni giorno da circa 140.000 cittadini da tutta Italia. Numeri che, assicurano i cinquestelle, sono destinati a crescere esponenzialmente.

“Il nome “Rousseau” - hanno spiegato gli esponenti prentastellati - è in onore del famoso filosofo francese che sosteneva “se volete sapere cosa pensano le persone, dovete chiederlo a loro”. Questo è esattamente ciò che facciamo attraverso questa piattaforma: chiediamo alle persone di partecipare, di dire al Movimento in quale direzione deve andare e quali persone dovrebbero essere elette.”

In Italia sfruttando le potenzialità di internet in quattro anni il Movimento 5 Stelle è passato da zero a 8.7 milioni di voti ed oggi ci sono oltre 2.200 eletti M5S tra parlamentari italiani, membri del Parlamento europeo, Sindaci, consiglieri regionali e consiglieri comunali.  

“Tutti scelti dai cittadini in rete - hanno detto i cinquestelle - attraverso un processo democratico che oggi abbiamo sviluppato su Rousseau con l’applicazione “Voto” (una delle 11 principali applicazioni della piattaforma) che permette agli iscritti di decidere chi può entrare nelle liste M5S o di decidere in modo condiviso le priorità del programma elettorale nazionale che gli eletti si assumeranno l’impegno di portare avanti.” Una applicazione che, ad esempio, nel corso delle ultime elezioni romane ha permesso l’elezione degli attuali 29 consiglieri comunali scelti tra 10.000 potenziali candidati o che ha dato la possibilità ai cinquestelle italiani di votare per decidere in maniera condivisa i vari punti (ambiente, giustizia, scuola, energia e molti altri) delprogramma nazionale M5S.

“Ma attraverso Rousseau, - hanno spiegato i pentastellati - grazie ad un’altra applicazione “Lex Iscritti”, i cittadini possono anche presentare proposte di legge  che, se votate dalla rete, verranno prese in carico da un “portavoce tutor”, che avrà il compito, coordinandosi con il proponente, di formalizzare la proposta trasformandola in un vero progetto di legge ufficiale M5S. Oggi su Rousseau ci sono oltre 6.200 leggi di iniziativa popolare, 12 delle quali sono già state portate in Parlamento.”

I cinquestelle hanno poi presentato Lex parlamento, Lex regioni e Lex Europa, le applicazioni utilizzate dagli eletti M5S per condividere le loro azioni con i cittadini: “I nostri eletti infatti, prima di depositare una proposta di legge, sono obbligati a condividerla con gli iscritti attraverso un video esplicativo ed il relativo testo di legge che deve essere caricato su Rousseau per almeno 60 giorni durante i quali i cittadini possono proporre modifiche, integrazioni o critiche.” Ad oggi sono presenti sulla piattaforma 326 leggi presentate dai portavoce, con oltre 80.000 commenti, integrazioni e modifiche da parte dei membri del MoVimento 5 Stelle.

 

 “Il progetto Rousseau - hanno concluso - è completamente autofinanziato grazie a micro-donazioni da 30 euro che nel 2013 ci hanno portato 700.000€ dei quali abbiamo speso solo la metà, l’altra metà è stata donata per la ricostruzione di una scuola di una città distrutta dal terremoto. Non abbiamo utilizzato denaro pubblico dal per rispettare la volontà degli italiani che, con un referendum negli anni 90, hanno votato per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti anzi, fino ad oggi abbiamo mantenuto l’impegno di “restituire” soldi alla collettività con gli oltre 36 milioni di euro derivanti dal taglio degli stipendi dei nostri parlamentari e, qui in Puglia,  con gli oltre 210 mila eurorestituiti dai consiglieri regionali.”



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