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Emiliano commenta gli insulti alla consigliera barese: ‘C’è ancora l’idea che le donne non debbano far politica’

Il governatore ha espresso la sua solidarietà a Irma Melini: 'Chiederò al consiglio regionale di mettere subito all'ordine del giorno una legge elettorale per il riequilibrio di genere'

Pubblicato in Politica il 15/11/2017 da Redazione

 

"La polemica politica è violentissima ma a un uomo non gli si dice mai che sia 'di facili costumi'. Evidentemente c'è ancora l'idea che una donna non debba fare politica, che non debba ingerire negli affari degli uomini, che non debba fare quelle cose che non fanno parte della tradizione maschilista di chi purtroppo pensa che le donne in politica siano solo posti persi, occasioni mancate per qualche maschietto". Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando con l'ANSA l'offesa sessista alla consigliera del Comune di Bari, Irma Melini, scritta ieri su una scheda da un suo collega durante un voto segreto. Emiliano, che ha chiamato Melini esprimendole la sua solidarietà e il suo "dolore" per quanto accaduto, ha detto che chiederà ora "che il Consiglio regionale della Puglia metta subito all'ordine del giorno la legge elettorale che deve intervenire su un riequilibrio di genere nelle norme elettorali".

"Come è noto - ha ricordato Emiliano - il centrosinistra governa la regione Puglia senza avere eletto neanche una donna. Su trenta consiglieri di maggioranza non c'è neanche una donna. Questo è un fatto assolutamente vergognoso. Lo dico perché rappresento il centrosinistra della Puglia". "Noi - ha proseguito - dobbiamo correggere questa situazione. Mi auguro che le minoranze sostengano il centrosinistra in uno sforzo che non sarà facile, perché probabilmente c'è qualcuno che pensa che una legge che agevola troppo la presenza delle donne in politica danneggi gli uomini". "Oggi - ha aggiunto - lancio un appello a tutti i movimenti a difesa della democrazia, a tutti i partiti e ai sindacati, perché impongano un esame attento della legge e ne consentano la promulgazione, se possibile, prima della fine dell'anno. E comunque prima delle prossime elezioni politiche". "Io - ha concluso - non posso continuare a fare il presidente della Regione Puglia senza avere la certezza di essere in un Consiglio regionale che, rispetto al tema della discriminazione delle donne in politica, ha preso una posizione chiara e precisa".



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