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Legge editoria, manca il numero legale in consiglio regionale: protestano Centrodestra e M5S

Zullo (DIT): 'Legge sconvolta per qualche maldipancia o interesse inconfessabile'. I consiglieri pentastellati: 'Confusione nella gestione dei lavori'

Pubblicato in Politica il 13/12/2017 da Redazione

Polemiche delle opposizioni dopo che i lavori del Consiglio regionale della Puglia si sono conclusi per la mancanza del numero legale nel corso della votazione riguardante la proposta di legge per la promozione e il sostegno pubblico all’informazione. I consiglieri di centrodestra, durante una conferenza stampa, hanno spiegato cosa è accaduto in Aula nel momento in cui è mancato il numero legale denunciando così “l’ennesimo atto di irresponsabilità dell’intera maggioranza”.

“Appare strano che il governatore Emiliano e il suo vice, Nunziante, e il presidente Loizzo pur presenti in aula fisicamente risultano assenti al momento del voto – spiega Ignazio Zullo (DIT) -.  C’è un problema nella maggioranza? Questa legge che in Commissione era stata votata anche dal centrodestra viene sconvolta per qualche maldipancia o qualche interesse inconfessabile? E’ giusto che i responsabili diano delle risposte ai giornalisti, editori e pugliesi”. 

“Ormai da mesi i lavori del Consiglio finiscono per mancanza del numero legale – aggiunge Erio Congedo (FDI) -, è pura sciatteria o la motivazione è da ricercarsi nella spaccatura del centrosinistra – Pd da una parte e Mdp dall’altra? Abbiamo la sensazione che i rapporti interni alla maggioranza siano ormai esasperati e che anche i provvedimenti “facili” da licenziare, perché approvati a larga maggioranza, spesso anche con il contributo dell’opposizione, si arenano per ripicche politiche e a pagare sono sempre e solo i cittadini pugliesi”. 
“E’ un’occasione persa – continua Francesco Ventola (DIT) -. Questo provvedimento aveva visto il coinvolgimento dell’Ordine dei Giornalisti, dell’Assostampa e dei tecnici che avevano contributo a rendere il testo davvero a beneficio della categoria dei giornalisti, in affanno per una crisi che li colpisce ormai da tempo, per questo veder naufragare il ddl per l’ennesima mancanza di numero legale è un atto irrispettoso verso quel mondo che adesso dovrà attendere chissà quanto altro tempo per ricevere una boccata d’ossigeno da parte della Regione”.

Sulla stessa onda anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle: “Componenti della giunta che votano al posto del Presidente di Regione assente in aula, numero legale assente e spesso e volentieri garantito dalla presenza dei consiglieri di opposizione, confusione nella gestione dei lavori senza contare il solito tentativo (riuscito) da parte della maggioranza e della Giunta di tentare di inserire le solite marchette anche in un testo che nasceva per sostenere tutti quei lavoratori precari del mondo dell'editoria. Questi solo alcuni dei tanti elementi che ancora una volta ci costringono ad etichettare i lavori di questo Consiglio regionale con un solo termine: indecente”.

“Sia in Commissione che in Consiglio il nostro gruppo – continuano i pentastellati -, come sempre, ha lavorato con serietà, maturità e spirito di condivisione per migliorare questo disegno di legge nel tentativo di aiutare tutti i lavoratori precari del mondo dell'editoria e siamo certi che questo ce lo possano riconoscere tutti a cominciare dagli operatori del settore, ma ancora una volta ci siamo dovuti scontrare con la mediocrità di questa maggioranza che evidentemente non aveva già dato tutto il peggio nella gestione della vicenda Corecom. Riteniamo importante sottolineare come nel corso dei lavori alcuni emendamenti sembra che siano passati anche con il voto del Presidente Emiliano che tuttavia non era presente in aula; una vicenda torbida su cui faremo tutti gli approfondimenti necessari perchè è inaccettabile pensare che un Presidente di Giunta regionale tra l'altro ex magistrato, sia il primo a violare la legge all'interno di un'aula consiliare". 



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