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Ilva, continua il braccio di ferro. Calenda: 'Mia visita forma di rispetto per Taranto. Emiliano: 'Il ministro è disperato'

Il governatore risponde al ministro: 'L'azienda non gli dava più ascolto perché aveva capito che il Governo non era l'interlocutore'

Pubblicato in Politica il 08/12/2017 da Redazione

 "Ho convocato il tavolo per il 20 senza voler escludere nessuno. Sarei felice se partecipasse anche Emiliano, ma è ovvio che bisogna prima ritirare i ricorsi: non si può discutere contemporaneamente su un tavolo negoziale e in Aula di Tribunale". Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, parlando di Ilva, a margine di un convegno del Partito Democratico europeo, sul futuro dell'Europa, organizzato da Francesco Rutelli. "La mia visita era una forma di rispetto verso Taranto. Non sapevo - conclude - che avrei dovuto chiedere il permesso a Emiliano. La prossima volta lo farò...".

Il governatore pugliese ha replicato alle parole del ministro: "Il ricorso resta in piedi fin quando non saranno discusse le osservazioni. Calenda ha fatto il blitz a Taranto perché era disperato. L'azienda - sostiene il governatore - non gli dava più ascolto, perché aveva capito che il Governo non era l'interlocutore, e quindi aveva bisogno di tornare indietro rispetto a una sciocchezza che aveva combinato, ossia l'esclusione di Regione e Comune dalla trattativa. Se farà saltare il tavolo se ne assumerà le responsabilità".



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